Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.

Salute dalla A alla Z

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V X Y Z
Varismo

Malformazione ossea nella quale l’arto o l’intera articolazione appaiono deviati verso l’interno. Un caso tipico è quello del ginocchio varo, in cui l’intersezione tra osso superiore e inferiore della gamba forma un angolo rivolto verso l’esterno e dà origine alle cosiddette ""gambe a parentesi"". Il varismo può colpire anche il piede e l’anca e in generale comporta una errata distribuzione del peso del corpo sugli arti, con conseguente danno alle articolazioni.

Vasculite

Infiammazione dei vasi sanguigni o linfatici (anche se questi ultimi più di rado) che comporta il restringimento del lume. Questo compromette la corretta circolazione dei liquidi e, nel caso del sangue, causa l'ischemia dei tessuti. La vasculite è una manifestazione clinica frequente in diverse patologie, per esempio nel lupus eritematoso sistemico e nella sclerodermia, e nella maggior parte dei casi è stata correlata a disordini a carico del sistema immunitario.

Vasculopatia periferica

Termine generico per indicare qualsiasi malattia che colpisca un vaso sanguigno (arterie, vene o vasi linfatici), spesso impiegato in riferimento a una patologia a carico delle arterie (arteriopatia), in quanto per quelle che interessano le vene si preferisce usare il termine flebopatia. Le arteriopatie rappresentano una delle principali forme di malattia cardiovascolare sono prevalentemente di natura ostruttiva e quindi conseguenti ad alterazioni arteriosclerotiche. Le lesioni più frequenti sono a carico delle arterie degli arti inferiori (per questo si utilizza il termine ""periferico"") dove, in seguito ai danni provocati dal processo di arteriosclerosi, si produce gradualmente nel tempo un'ostruzione più o meno rilevante al flusso di sangue e conseguente mancanza di ossigeno (ischemia) delle zone a valle dell'arteria ostruita. L'ischemia non determina in genere particolari disturbi in condizioni di riposo, mentre diviene evidente quando i muscoli degli arti inferiori vengono sottoposti a sforzo. In alcuni casi sia una trombosi sia un'embolia possono insorgere all'improvviso e provocare un'ischemia acuta, che richiede un trattamento immediato per evitare conseguenze anche molto gravi (per esempio necrosi e gangrena). Il sintomo caratteristico nelle forme di ischemia cronica è la cosiddetta claudicatio intermittens, un dolore simile a un crampo, localizzato per lo più ai polpacci. La terapia delle arteriopatie periferiche prevede un approccio sia chirurgico sia farmacologico. L'angioplastica percutanea consiste nell'introdurre un sondino sottile per dilatare il tratto arterioso ristretto e disostruire l'arteria colpita in altri casi si può procedere alla vera e propria rimozione chirurgica di un trombo o di un embolo, oppure alla sostituzione di tratti anche lunghi di arteria con apposite protesi vascolari in materiale sintetico. Quando tecnicamente possibile, la chirurgia rappresenta il trattamento più efficace. I farmaci consentono invece di controllare i sintomi (vasodilatatori, antidolorifici) e di contrastare il peggioramento della malattia (antiaggreganti piastrinici), proteggendo da ulteriori eventi trombotici. Per quello che riguarda la prevenzione, devono essere monitorati tutti i fattori di rischio cardiovascolare ed è indispensabile l'astensione dal fumo.

Vasi linfatici

Strutture anatomiche che, con i linfonodi, danno vita al sistema linfatico e si trovano in tutto il corpo. Formati da una sottile parete endoteliale originano come microscopici capillari e tramite ramificazioni successive giungono a portare la linfa nel sangue tramite il dotto toracico.

Vasocostrizione

Restringimento del diametro dei vasi sanguigni, in particolare quelli di piccolo calibro, dovuto alla contrazione delle cellule muscolari presenti sui vasi stessi. Si tratta di una risposta che l'organismo attiva in presenza di stimoli quali freddo intenso o paura innalza la pressione sanguigna e richiama il sangue dai distretti periferici agli organi più importanti (ecco perché la vasocostrizione è associata spesso a mani e piedi freddi).

Vasodilatatori

Farmaci somministrati allo scopo di dilatare i vasi sanguigni. La loro azione si esplica a livello della muscolatura attorno al vaso, favorendo l'aumento del calibro e quindi un maggiore afflusso di sangue. Tali farmaci vengono prescritti nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e dello scompenso cardiaco e, talvolta, anche in occasione di patologie che interessano le arterie delle gambe.

Vasodilatazione

Aumento del calibro dei vasi sanguigni, soprattutto arteriosi, che in genere riguarda quelli medi e di piccole dimensioni. Si tratta di un meccanismo che l'organismo mette in atto in risposta a stimoli di vario genere: al momento della digestione, per esempio, i vasi di stomaco e intestino si dilatano per far affluire più sangue alla zona.

Vasopressina

Proteina che regola la diuresi. Viene secreta dall'ipofisi e un suo deficit è la causa del diabete insipido.

Vasospasmo

Contrazione della muscolatura di un vaso arterioso. Si manifesta in seguito a traumi o in condizioni di stress fisico e psicologico. In particolari soggetti tale fenomeno può avere importanti conseguenze, per esempio in presenza di aterosclerosi: se il vasospasmo colpisce le coronarie può infatti causare un attacco di angina pectoris e, talvolta, perfino l'infarto del miocardio.

Vegetarianismo

Tipo di alimentazione che prevede l'esclusione delle proteine animali. La dieta vegetariana può assumere varie forme ed essere più o meno rigida: i cosiddetti ""vegetaliani"" per esempio escludono anche latticini e uova e ricavano le proteine di cui necessitano dai legumi, mentre i ""crudisti"" si cibano esclusivamente di frutta e verdura crude. Specie nelle forme più radicali è un regime molto difficile da seguire e non privo di qualche rischio per la salute, legato alla mancanza di aminoacidi essenziali e di vitamina B12.

Vegetazioni

Tessuto che si espande oltre la superficie d'origine, per esempio nel caso delle adenoidi che derivano dal tessuto linfatico del rinofaringe. Le vegetazioni che si formano all'interno dei vasi sanguigni invece vengono dette trombi parietali. In caso di disturbi possono essere rimosse con un intervento chirurgico anche se quelle a larga base d'impianto (cioè senza peduncolo) sono in genere più difficoltose.

Vena

Vaso sanguigno al cui interno scorre il sangue cosiddetto venoso, che proviene cioè dagli organi e quindi povero di ossigeno e sostanze nutritive. L'eccezione è costituita dalle vene polmonari, che trasportano sangue ossigenato dai polmoni al cuore. Rispetto alle arterie, le vene si presentano più sottili e sono formate da uno strato di muscolatura liscia e priva di quello connettivo fibroso. Al loro interno inoltre sono presenti speciali valvole che impediscono il reflusso ematico. Le vene sono soggette a particolari patologie, collegate in genere a processi infiammatori o alla degenerazione dei tessuti.

Vena cava

Le vene cave sono due: inferiore e superiore. La vena cava inferiore origina dalla congiunzione delle due vene iliache e raccoglie il sangue proveniente dalla parte inferiore del corpo, mentre la vena cava superiore origina dalla congiunzione delle vene brachio-cefaliche e raccoglie il sangue proveniente dalla parte superiore del corpo. Sia la vena cava inferiore sia quella superiore terminano nell'atrio destro del cuore.

Vena polmonare

Vena che porta al cuore il sangue proveniente dai polmoni. Le vene polmonari sono quattro, due per ciascun polmone scorrono parallelamente ai bronchi e alle arterie polmonari e terminano nell'atrio sinistro, dove riversano il sangue ossigenato che, attraverso il ventricolo e l'aorta, andrà a irrorare i tessuti di tutto l'organismo.

Vena safena

Ciascuna delle tre vene superficiali in comunicazione tra loro che ricevono gran parte della circolazione venosa degli arti inferiori. La grande safena, la vena più lunga di tutto il corpo, prende origine dalla vena dorsale mediale del piede e risale attraverso la faccia mediale della gamba passando dietro il ginocchio fino a raggiungere il punto in cui, poco prima dell'arcata femorale, confluisce nella vena femorale profonda. Dotata di molte valvole, raccoglie il sangue proveniente dalla superficie dell'arto inferiore, della parte inferiore della parete addominale e dai genitali esterni. La piccola safena si diparte dalla vena dorsale laterale del piede e decorre posteriormente, lungo il tendine d'Achille, fino all'articolazione del ginocchio, dove confluisce nella vena poplitea, riceve vasi dal dorso del tallone e della gamba e talvolta confluisce nella safena accessoria quest'ultima, peraltro non sempre presente, drena la parte mediana e posteriore della coscia prima di sboccare nella grande safena.

Vena succlavia

La vena succlavia è un vaso sanguigno di grandi dimensioni che scorre lungo il braccio. Dalla sua unione con la giugulare interna ha origine la vena innominata.

Vene varicose

Disturbo che colpisce le vene, in particolare quelle delle gambe, che si presentano gonfie e tortuose tende a essere ereditario e a comparire dopo i 50 anni, a causa della maggiore fragilità dei tessuti. All'origine delle vene varicose c'è un malfunzionamento delle valvole venose, che provoca il ristagno del sangue e quindi un aumento della pressione all'interno della vena, in particolare quelle più superficiali. Sono particolarmente frequenti in condizioni quali gravidanza o in soggetti che trascorrono molto tempo in piedi. Le vene varicose sono in genere visibili a occhio nudo come piccoli cordoni e noduli sottocutanei il soggetto avverte inoltre dolore alla zona colpita e forte calore, dovuto all'aumento della pressione venosa. Il trattamento si sviluppa su due fronti, quello della prevenzione e controllo e quello chirurgico. Poiché l'obesità è uno dei principali fattori di rischio, i soggetti con episodi di varici in famiglia dovrebbero seguire una dieta equilibrata e dedicarsi a una leggera attività fisica, per esempio nuoto o anche semplici passeggiate. Se le vene varicose sono di lieve entità è sufficiente indossare speciali calze elastiche in grado di alleviare la pressione, mentre se il disturbo è particolarmente grave si ricorre allo ""stripping"", un intervento chirurgico che consente l'asportazione delle vene.

Venereologia

Branca della medicina che si occupa di modalità di contagio, decorso, prevenzione e cura delle malattie veneree.

Venereologo

Medico specialista nello studio e nella cura delle malattie veneree.

Venografia

Indagine diagnostica basata sull'esecuzione di radiografie seriate dell'albero venoso previa iniezione in vena di un mezzo di contrasto radiopaco. Questa metodica è in grado di evidenziare con notevole accuratezza eventuali ostacoli, deviazioni o anomalie del deflusso venoso per esempio, un trombo appare come un difetto di riempimento apprezzabile in almeno due immagini consecutive. Gli alti costi della procedura, uniti alle difficoltà interpretative che a volte comporta, hanno fatto sì che la venografia venisse quasi del tutto soppiantata da procedure non invasive ed esenti da rischi come l'ecocolordoppler venoso rapido.