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Salute dalla A alla Z

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Carbacolo

Composto chimico dotato di proprietà parasimpaticomimetiche, capace cioè di mimare gli effetti dell'acetilcolina, neurotrasmettitore del sistema nervoso parasimpatico. Viene utilizzato in oculistica per il trattamento del glaucoma, mentre in urologia trova impiego nei casi di ritenzione urinaria.

Carbamazepina

Farmaco dotato di proprietà anticonvulsivanti ed efficace in caso di spasmi tonico-clonici, che hanno cioè le caratteristiche sia degli spasmi tonici (ipertonia e contrattura) che degli spasmi clonici (contrazioni spasmodiche intermittenti). In particolari condizioni può essere utilizzato anche come analgesico.

Carbenicillina

Antibiotico del gruppo delle penicilline semisintetiche, indicato in caso di infezioni da Pseudomonas e da ceppi di Proteus che hanno sviluppato una resistenza ad altre penicilline.

Carboidrati

Composti organici naturali conosciuti anche con il nome di glucidi, zuccheri o saccaridi. Sono presenti in varie forme e la loro classificazione viene effettuata in base al numero di atomi di carbonio di cui si compongono e al tipo di combinazione che avviene tra le molecole. I monosaccaridi sono i carboidrati semplici, le unità strutturali, mentre i polisaccaridi rappresentano l'unione di due o più monosaccaridi. I carboidrati sono elementi di fondamentale importanza per l'organismo umano, in quanto rappresentano la principale fonte da cui ricavare l'energia necessaria per i processi vitali. Negli alimenti (cereali, frutta, miele) si trovano sia monosaccaridi, che mettono a disposizione energia immediatamente spendibile, sia polisaccaridi, che vengono immagazzinati nei tessuti sotto forma di glicogeno (in particolare nel fegato e nei muscoli), pronti per essere utilizzati al momento del bisogno.

Carbonchio

Detta anche antrace, è una malattia provocata da Bacillus anthracis, un batterio produttore di spore che può infettare diversi animali (ovini, bovini, equini e suini), ma che può colpire anche l'uomo, in particolare persone esposte per ragioni professionali (veterinari, pastori, agricoltori). L'infezione segue alla penetrazione delle spore attraverso una lesione della cute, oppure attraverso l'apparato respiratorio o digerente. La più comune è la forma cutanea, che si manifesta nelle zone più esposte (viso, collo, arti superiori). Dopo un periodo di incubazione di 1-3 giorni compare una papula eritemato-edematosa, che si trasforma in una pustola a contenuto emorragico-purulento, che tende a estendersi e a ricoprirsi di un'escara nerastra, circondata da una zona di edema duro, di colorito rosso, e da piccole vescicole e pustole. Se non si interviene rapidamente, con adeguata terapia, l'edema si estende con grave compromissione dello stato generale del paziente (edema maligno) fino a giungere alla setticemia. La terapia è antibiotica ed è a base di penicillina e delle tetracicline. Importante è la profilassi: vaccinazione e misure preventive, disinfezione degli ambienti di lavoro.

Carbone attivo

Sostanza impiegata ottenuta dalla combustione di materiali organici utilizzata come adsorbente intestinale e nel trattamento di disturbi caratterizzati da un abnorme sviluppo di aria, quali meteorismo e flatulenza. Può essere utilizzato anche contro intossicazioni provocate da alcuni tipi di veleno.

Carbonio

Elemento chimico diffuso in natura sia in forma pura sia come composto. è fondamentale per la vita, in quanto tutte le molecole fondamentali per la vita (acidi nucleici, aminoacidi, lipidi, carboidrati) hanno un'impalcatura di atomi di carbonio. Il carbonio può dare origine a composti sia inorganici (derivati dell'acido carbonico o carbonati) sia organici, in cui l'unione con atomi di idrogeno dà vita ai cosiddetti idrocarburi.

Carbossiemoglobina

Composto formato dall'unione tra emoglobina e monossido di carbonio. L'affinità del monossido di carbonio per l'emoglobina è 200 volte superiore rispetto a quella dell'elemento che fisiologicamente vi si lega, l'ossigeno. Il legame avviene quindi in tempi molto rapidi ed è irreversibile: l'avvelenamento da monossido di carbonio, infatti, rende l'emoglobina incapace di trasportare l'ossigeno nel sangue.

Carcinoma

Tumore maligno (cancro) che può colpire qualsiasi tessuto epiteliale. Nel suo processo di accrescimento tende a infiltrare i tessuti circostanti e a generare metastasi, masse tumorali secondarie che si staccano dal tumore primario e colonizzano altri organi, anche molto distanti da quello di origine. I carcinomi possono essere classificati in base agli organi dai quali originano e alle modalità di accrescimento. I carcinomi più frequenti sono quelli mammario, polmonare, epatico, del colon, del rene, della vescica, della cervice uterina, della prostata e della cute.

Carcinoma della cervice

Tumore che si sviluppa dalla trasformazione neoplastica delle cellule dell'epitelio del collo dell'utero (cervice). Colpisce le donne tra i 35 e i 45 anni di età. Fattori di rischio per il suo sviluppo sono rapporti sessuali non protetti e le infezioni, in particolare quelle da papillomavirus, un virus che è viene riscontrato in più del 90% dei casi di tumore o di lesioni precancerose. Nelle fasi iniziali il carcinoma è asintomatico, per cui assume fondamentale importanza il Pap-test, un esame che consente di individuare la presenza di displasie o alterazioni tumorali delle cellule prima che evolvano nel carcinoma vero e proprio. Quest'ultimo colpisce in genere dopo i 50 anni di età, è altamente invasivo e si manifesta con sanguinamenti, dolore pelvico e perdite vaginali. La terapia varia in relazione alla stadiazione del tumore e prevede un approccio chirurgico (isterectomia, rimozione dell'utero), radioterapico e chemioterapico. La prognosi peggiora quanto più il tumore è classificato in uno stadio alto.

Carcinoma della mammella

Tumore maligno che origina dalla cellule epiteliali della mammella. è la più comune neoplasia maligna del sesso femminile, soprattutto tra 40 e 60 anni di età. Più frequente nelle donne che non hanno avuto figli (nullipare), può essere ormono-dipendente (gli estrogeni possono favorirne l'insorgenza) e in certi casi mostra una certa ereditarietà. Nella maggior parte dei casi si manifesta con un nodulo mammario indolente, che gradualmente diventa fisso rispetto ai tessuti circostanti. La principale via di diffusione è quella linfatica, con metastasi inizialmente ai linfonodi ascellari e mammari interni e successivamente a distanza, a carico di ossa, polmone, fegato, ovaie e surreni. La terapia consiste nell'asportazione chirurgica, variamente associata alla radioterapia e alla chemioterapia, oltre che, nei casi opportuni, alla somministrazione di farmaci ad azione antiestrogenica come il tamoxifene. Se viene iniziata precocemente, la terapia può garantire una sopravvivenza a 10 anni anche nel 50% dei casi.

Carcinoma della prostata

Tumore maligno che insorge nella prostata e la cui frequenza aumenta con l'avanzare dell'età. Non tutti i carcinomi danno segno di sé e, soprattutto, non sempre sono pericolosi per la salute del paziente: solo una piccola percentuale infatti si accresce fino a invadere tutta la prostata e gli organi circostanti e a dare metastasi (per lo più a livello dello scheletro). Il carcinoma può essere individuato con esplorazione rettale come nodulo duro sulla superficie della prostata e viene confermato con ecografia, dosaggio nel sangue dell'antigene specifico della prostata (PSA) ed eventuale biopsia. Le metastasi vengono ricercate mediante radiografie o scintigrafia ossea. Il trattamento può prevedere sia l'utilizzo di farmaci che l'intervento chirurgico e la radioterapia.

Carcinoma gastrico

Tumore maligno che colpisce lo stomaco, generalmente nella forma di adenocarcinoma. Colpisce perlopiù i soggetti oltre i 40 anni e l'incidenza tende ad aumentare con l'età. Le cause sono incerte: in qualche caso sono stati implicati i nitrati, utilizzati nell'industria conserviera e alimentare, o la lunga consuetudine a particolari metodi di cottura dei cibi (salatura, affumicatura). Fattori predisponenti sono la presenza di malattie come l'anemia perniciosa o i polipi gastrici. I sintomi, purtroppo, sono alquanto aspecifici: anoressia, dolore localizzato all'epigastrio, perdita di peso, disturbi della digestione, anemia. La terapia è generalmente chirurgica, anche se qualche possibilità è offerta dalla chemioterapia. Non esiste la possibilità pratica di una prevenzione primaria è comunque importante la diagnosi precoce tramite endoscopia e prelievo citologico. La sopravvivenza globale è piuttosto bassa.

Carcinoma uterino

Il carcinoma uterino può interessare corpo o collo dell'utero. Il carcinoma del collo uterino è più frequente dopo i 40 anni ed è caratterizzato da sanguinamenti al di fuori del ciclo mestruale (metrorragia), perdite fetide e dolori. Il carcinoma del corpo dell'utero è più frequente dopo i 50 anni e la metrorragia è più modesta che in quello del collo. In entrambi i casi la terapia è chirurgica (isterectomia) seguita da radioterapia e chemioterapia. Nel carcinoma del collo in fase precoce, la resezione chirurgica può essere più conservativa e limitata al solo collo uterino. Anche in questo caso, la diagnosi precoce è decisiva per la prognosi.

Carcinomatosi

Diffusione di una neoplasia maligna all'interno dell'organismo, in forma di minuscole e numerose metastasi che attaccano gli organi e i tessuti, i vasi linfatici oppure il peritoneo. è una condizione particolarmente aggressiva e indica che il tumore ha raggiunto uno stadio piuttosto avanzato.

Cardiaca, visualizzazione

Visualizzazione del cuore, delle sue strutture e della sua attività ottenuta grazie a particolari tecniche e strumenti. Le più frequenti sono l'elettrocardiogramma, l'angiografia, l'ecocardiografia e il Doppler.

Cardiochirurgia

Specializzazione chirurgica rivolta al trattamento del cuore e dei grossi vasi, sia per malformazioni congenite che per malattie. In casi particolarmente gravi, può comportare il trapianto di cuore o l'impianto di un cuore artificiale. La chirurgia valvolare si applica invece nelle patologie specifiche delle valvole cardiache (restringimento o insufficienza). Gli interventi cardiochirurgici possono portare alla correzione radicale del problema o essere solamente palliativi, specie in condizioni d'emergenza.

Cardiocircolatorio, apparato

Insieme delle strutture, cioè cuore e vasi sanguigni (arterie, capillari e vene), che rendono possibile la circolazione del sangue con lo scopo, da un lato, di ossigenare tutte le cellule dell'organismo e, dall'altro, di rimuovere i prodotti di scarto del metabolismo cellulare. Gli esseri umani sono caratterizzati da due sistemi circolatori distinti: il piccolo e il grande circolo. In entrambi il cuore funziona ininterrottamente come una pompa e, grazie alla contrazione e al rilasciamento (meccanismi detti rispettivamente sistole e diastole) spinge il sangue lungo i vasi, facendogli così irrorare tutti i tessuti. Il piccolo circolo garantisce l'ossigenazione del sangue e si compone delle arterie e vene polmonari. L'arteria polmonare, con il sangue povero di ossigeno, origina dal ventricolo destro e si divide in due rami che entrano in ciascun polmone, diramandosi in vasi sempre più piccoli fino a formare una fitta rete di capillari. A questo livello avviene lo scambio di ossigeno con i tessuti polmonari: dai capillari originano poi i vasi venosi che, aumentando sempre più di dimensioni, formano le quattro vene polmonari che portano il sangue ricco di ossigeno all'atrio sinistro del cuore. Il grande circolo si compone di una parte arteriosa, costituita dall'aorta e dalle sue ramificazioni, e di una parte venosa (costituita dalle due vene cave superiore e inferiore e da tutte quelle che vi confluiscono). L'aorta nasce dal ventricolo sinistro e porta il sangue ricco di ossigeno a tutti i distretti dell'organismo le vene cave portano invece all'atrio destro il sangue povero di ossigeno raccolto in tutto il corpo.

Cardiologia

Branca della medicina interna che studia il cuore e le sue patologie. Si avvale di speciali tecniche diagnostiche, quali l'elettrocardiografia e l'ecocardiografia.

Cardiomegalia

Aumento delle dimensioni del cuore dovuto all'ingrossamento delle sue pareti o alla eccessiva dilatazione delle sue cavità. Può essere un disturbo congenito o essere causato da una patologia che interessa il miocardio o le valvole cardiache. Talvolta è dovuto a malattie del metabolismo, come la glicogenosi. Il paziente affetto da cardiomegalia va incontro a sofferenza cardiaca e spesso è necessario procedere al trapianto di cuore.