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Salute dalla A alla Z

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Sigmoidoscopia

Esame strumentale consistente nell'esplorazione del sigma mediante endoscopio. L'indagine trova impiego soprattutto nella diagnosi delle malattie del colon, in quanto consente, oltre alla visualizzazione diretta del tratto sigmoideo mediante l'ottica di cui lo strumento è dotato, anche l'esecuzione di prelievi bioptici. Talvolta acquista finalità terapeutiche permettendo di aspirare secrezioni o eseguire piccoli interventi di chirurgia endoscopica.

Silicone, protesi al

Apparecchi artificiali inseriti nel corpo umano mediante intervento chirurgico allo scopo di ricostruire parti mancanti. La sostanza di cui sono costituiti, un polimero sintetico a struttura complessa, può conferire loro vari gradi di elasticità e plasmabilità grazie alla sua caratteristica di assumere diversa consistenza passando dallo stato acquoso a quello semisolido. Le protesi più note vengono utilizzate negli interventi di mastoplastica ricostruttiva o additiva, eseguiti a fini estetici.

Simbionti

Organismi di specie diverse che vivono in associazione (simbiosi) traendone reciproco vantaggio. Nell'organismo umano, vengono considerati tali i batteri che costituiscono la flora intestinale e che, pur traendo il loro nutrimento dall'ospite, non solo non lo danneggiano, ma gli forniscono sostanze utili, tra cui la vitamina K. Un altro esempio è rappresentato dal bacillo di Döderlein che, favorendo la sintesi di acido lattico, rende l'ambiente vaginale inadatto alla proliferazione di microrganismi patogeni.

Simpatectomia

Rimozione dei nervi simpatici, eseguita a diversi livelli (cervicale, lombare) ed effettuata soprattutto in pazienti con disturbi del tono vascolare (fenomeno di Raynaud).

Simpaticolitici

Farmaci che hanno un'azione opposta quella del sistema nervoso simpatico . Sono chiamati anche farmaci antiadrenergici, in quanto hanno effetti contrari a quelli dell'adrenalina.

Simpaticomimetici

Farmaci che hanno un'azione che mima quella del sistema nervoso simpatico, opposta rispetto a quella dei farmaci simpaticolitici.

Sinapsi

Contatto chimico tra un neurone e la sua cellula bersaglio, che può essere un altro neurone, una cellula muscolare o una ghiandola. La sinapsi consiste nel rilascio da parte del neurone di molecole di neurotrasmettitore, contenute in vescicole situate nella porzione terminale del suo assone. Quando arriva lo stimolo nervoso, le vescicole si fondono con la membrana dell'assone e rilasciano le molecole di neurotrasmettitore nello spazio tra le due cellule, che è detto appunto spazio sinaptico. Le molecole di neurotrasmettitore si legano ai rispettivi recettori situati sulla membrana della cellula bersaglio (che è detta cellula post-sinaptica) e innescano la risposta cellulare.

Sinartrosi

Articolazione nella quale le superfici o i margini ossei a contatto sono connessi da tessuto cartilagineo (come nelle sincondrosi) oppure fibroso (come nelle sinfisi e nelle suture). Le sinartrosi, che rappresentano il tipo di articolazione più semplice, non consentono il movimento reciproco dei capi articolari risultando quindi rigide o rigido-elastiche. Rientrano in questa classificazione, per esempio, le articolazioni sacroiliache, le suture craniche, la sindesmosi tra tibia e perone.

Sincinesia

Movimento involontario che si accompagna a un movimento volontario, col quale non ha alcun rapporto: gli esempi più tipici del fenomeno sono rappresentati dall’oscillazione delle braccia durante il cammino o dalla mimica facciale mentre si parla.

Sincope vasovagale

Forma di malessere che si manifesta in condizioni di stress fisico o psicologico e che spesso culmina in uno svenimento. Colpisce in genere soggetti anemici o affetti da malattie infettive, e ha la tendenza a ripetersi nel tempo. Il disturbo è causato da un minor apporto di sangue al cervello, a sua volta dovuto all'iperattività del nervo vago. I primi segnali della sincope vasovagale sono nausea, sudorazione abbondante, sbadigli, dolore allo stomaco, battito cardiaco rallentato, stato confusionale, ronzio auricolare e dilatazione delle pupille, cui fa seguito lo svenimento. è in genere sufficiente tenere il soggetto disteso con le gambe alte e allontanare la causa scatenante per ricondurre tutto alla normalità.

Sindattilia

Malformazione congenita trasmessa come tratto autosomico dominante e consistente nella fusione di due o più dita delle mani o dei piedi, oppure nella comparsa di una membrana di connessione. Si dice complicata quando la fusione riguarda anche ossa e unghie.

Sindrome adiposogenitale

Detta anche sindrome di Fröhlich o distrofia adiposogenitale, è una patologia caratterizzata da ritardata pubertà, scarso sviluppo delle gonadi e dei caratteri sessuali secondari e obesità. Colpisce prevalentemente i maschi ed è dovuta a lesioni tumorali o infiammatorie dell'ipofisi o dell'ipotalamo.

Sindrome adrenogenitale

Detta anche iperandrogenismo, è una sindrome caratterizzata dall'aumentata produzione di ormoni androgeni da parte delle ghiandole surrenali, che provoca alterazione dei caratteri sessuali secondari. Può essere causata da malattie diverse: tumori surrenalici virilizzanti, iperplasia surrenale congenita. I tumori surrenalici a secrezione androgena colpiscono più frequentemente le donne in età adulta, e possono essere benigni o maligni. I sintomi sono scomparsa delle mestruazioni (amenorrea) e dei caratteri sessuali femminili e segni di virilizzazione (irsutismo, perdita dei capelli, cambiamento del tono della voce, ipertrofia della clitoride). La diagnosi si fonda su dosaggi ormonali nel sangue e nelle urine e indagini radiologiche. La terapia è chirurgica, quando possibile, oppure farmacologica.

Sindrome alcolica fetale

Grave patologia che colpisce alcuni bambini la cui madre ha fatto uso prolungato di alcol durante la gravidanza. Possono essere presenti, in modo più o meno grave, ritardo nello sviluppo fisico e/o psichico, anomalie dello sviluppo delle ossa del cranio e della faccia, alterazioni a carico delle articolazioni (queste ultime in genere di lieve entità).

Sindrome bulbare

Patologia conseguente al deterioramento dei centri nervosi situati nel bulbo (detto anche midollo allungato), la regione del sistema nervoso centrale che collega il cervello con il midollo spinale. All'origine della sindrome bulbare possono esserci problemi circolatori cronici o malattie neurologiche degenerative come la sclerosi multipla. La malattia comporta la paralisi con progressiva perdita di massa e di tono dei muscoli del volto, della lingua e della faringe, perdita della sensibilità e paralisi degli arti dal lato opposto.

Sindrome carcinoide

Sindrome caratterizzata da episodi di intenso arrossamento del volto, cianosi, diarrea e crampi addominali. Si manifesta in genere verso i 40-50 anni di età ed è dovuta alla presenza di tumori maligni delle cellule endocrine del piccolo intestino oppure a carcinomi polmonari, del pancreas o della tiroide. Tali tumori possono produrre grandi quantità di serotonina e bradichinina, che sono responsabili dei sintomi. La terapia può essere chirurgica (asportazione del tumore e, se necessario, anche dei tessuti circostanti) oppure farmacologica per il controllo dei sintomi (inibitori della sintesi di serotonina, prednisone).

Sindrome cerebellare

Insieme di disturbi causati da una patologia che colpisce il cervelletto, per esempio traumi o infarto cerebellare. Si manifesta con uno o più dei seguenti sintomi: andatura incerta con piedi allargati in modo da aumentare l'equilibrio (andatura atassica), perdita del controllo nei movimenti di precisione, riduzione del tono muscolare, parola scandita, perdita del tono e del volume della voce.

Sindrome cerebrale-organica

Termine generico che indica un disturbo del comportamento, delle capacità intellettive o dell'affettività. Può essere legato a una situazione di danno cerebrale conseguente a problemi di natura circolatoria (ischemia), degenerativa o tossica (per esempio il danno da alcol). I disturbi sono di varia natura e comprendono in genere demenza, deliri, labilità emotiva.

Sindrome compartimentale

Patologia che colpisce una struttura anatomica distale, per esempio una mano o una gamba, interessandone tutte le componenti: ossa, muscoli, nervi, vasi sanguigni e pelle. Tale quadro clinico si manifesta in presenza di gravi fratture o ustioni ed è accompagnata da un edema muscolare che, in assenza di trattamento, può essere responsabile di necrosi.

Sindrome da compressione

Quadro clinico derivato dal restringimento, schiacciamento o dalla compressione di una regione del corpo o di un organo (muscoli, nervi, arti, midollo spinale). La compressione di un nervo causa formicoli, riduzione della sensibilità ed è all’origine di neuropatie come la sindrome del tunnel carpale. La compressione midollare, dovuta spesso alla presenza di un tumore, provoca paralisi muscolari e dolori toracici e addominali. La forma più grave è la cosiddetta ""crush syndrome"" provocata dallo schiacciamento prolungato di arti e muscoli, che può provocare la comparsa di uno shock ipovolemico per travaso di liquidi dalla parte del corpo schiacciata. Altro rischio è rappresentato dalla possibilità di sviluppare un’insufficienza renale acuta nel corso delle prime 24 ore.