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Salute dalla A alla Z

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Stomatite gangrenosa

Infiammazione orale accompagnata dall'improvvisa insorgenza di ulcere necrotizzanti sulla mucosa della guancia. Tali ulcere con l'evoluzione della malattia si ricoprono di croste secche e nerastre, dette escare, che quando cadono lasciano cicatrici a volte deturpanti. Le forme più gravi possono comportare l'erosione della guancia. Questa affezione colpisce perlopiù i bambini malnutriti e in precarie condizioni igieniche, mentre di rado rappresenta la complicanza di una malattia esantematica.

Stomatologo

Medico specializzato in stomatologia, il cui campo d’indagine è rappresentato dalle affezioni che colpiscono il cavo orale e i suoi annessi in particolare se, come spesso avviene, si occupa anche di patologie dentarie, assume la qualifica di odontostomatologo.

Stomizzazione

Tecnica chirurgica consistente nel creare un'apertura detta stoma, che ponga in comunicazione un viscere con l'esterno. Rientra sotto questa denominazione l'intervento eseguito allo scopo di permettere la fuoriuscita dell'urina o delle feci da un'apertura artificiale della parete addominale, per ovviare a un difetto anatomico o a un'ostruzione.

Strabismo

Anomalia degli assi oculari, che risultano deviati anziché paralleli per uno squilibrio dei muscoli di uno o entrambi gli occhi. Di conseguenza, l'immagine si forma su punti diversi delle due retine, dando luogo al fenomeno della diplopia (visione doppia). Spesso però nei casi di strabismo monolaterale questo difetto della vista non si verifica perché il soggetto si abitua inconsciamente a utilizzare solo l'occhio non deviato escludendo l'altro, che di fatto diventa cieco. Si parla di strabismo concomitante quando la deviazione si mantiene costante, indipendentemente dalla direzione che lo sguardo assume. Lo strabismo può inoltre essere divergente, convergente o verticale, a seconda che l'asse oculare devi rispettivamente verso l'esterno, verso l'interno, verso l'alto o il basso. Spesso il disturbo è imputabile a uno squilibrio dei riflessi che coordinano l'attività dei muscoli oculari in tal caso si parla di strabismo latente, in quanto si evidenzia solo occasionalmente. Lo strabismo vero può invece essere dovuto, oltre che a vizi di rifrazione, a paralisi di uno o più muscoli estrinseci oculari, provocata da lesioni nervose centrali o periferiche.

Strabotomia

Operazione chirurgica consistente nello spostamento di uno dei muscoli oculari nel punto di inserzione sulla sclera si esegue per correggere lo strabismo.

Stranguria

Emissione dolorosa di urina, spesso accompagnata da notevole riduzione della forza del getto, da senso di urgenza (tenesmo) e da difficoltà a iniziare la minzione. Tale disturbo può essere indicativo di una vasta gamma di affezioni, tra cui fenomeni infiammatori a carico delle vie urinarie (cistiti, uretriti, prostatiti), stenosi del meato uretrale, calcolosi vescicale, ipertrofia prostatica, tumori della vescica. La causa può anche essere ricercata in alterazioni funzionali dei riflessi nervosi che controllano l'apertura e la chiusura dello sfintere vescicale.

Strappo muscolare

Lesione traumatica di un muscolo consistente nella lacerazione più o meno estesa delle sue fibre in seguito a sforzi eccessivi o a un movimento brusco. I fasci muscolari più colpiti sono in genere quelli degli arti inferiori e del dorso. La lesione si manifesta con dolore molto acuto, impotenza funzionale dell'arto o della regione colpita, tumefazione locale talvolta associata alla comparsa di un'ecchimosi e aggravata dalla formazione di un ematoma all'interno del muscolo leso. La terapia si avvale del riposo e di infiltrazioni locali a base di antinfiammatori, anestetici o cortisonici, utili per alleviare la sintomatologia dolorosa. Talvolta si rende necessario il ricorso alla fisioterapia riabilitativa.

Streptochinasi

Enzima prodotto da ceppi di streptococchi beta-emolitici, in grado di promuovere la disgregazione dei coaguli di sangue e fibrina che si formano in corrispondenza di un focolaio infiammatorio: in particolare, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie e antiedema, esplica la sua azione trombolitica catalizzando l'attivazione del plasminogeno e la sua trasformazione in plasmina. Somministrata per via endovenosa, trova impiego nella terapia delle tromboflebiti, dell'embolia polmonare, della trombosi venosa profonda degli arti inferiori e dell'infarto miocardico acuto in quest'ultimo caso tuttavia il ripristino della circolazione coronaria avviene solo se il farmaco viene iniettato precocemente, non più tardi di 2-3 ore dopo l'evento ischemico. Gli effetti collaterali di più frequente riscontro sono emorragie e fenomeni allergici.

Streptococchi

Batteri Gram-positivi, distinti in alfa-, beta- e gamma-emolitici in base alle loro caratteristiche microbiologiche, oppure in vari gruppi sierologici contrassegnati dalle lettere dell'alfabeto dalla A alla T (classificazione di R. Lancefield). Il gruppo più virulento è rappresentato dagli streptococchi beta-emolitici di gruppo A, nel quale rientra lo Streptococcus pyogenes. Anaerobi facoltativi, asporigeni, perlopiù immobili in quanto privi di ciglia, sono costituiti da cellule globose che si dispongono a formare catenelle talvolta circondate da una capsula continua. Il loro habitat è costituito dalle mucose delle vie respiratorie e dell'intestino, nelle quali possono vivere come commensali (in tal caso l'ospite viene definito portatore in quanto non presenta segni di malattia). Nell'uomo sono agenti eziologici di varie patologie, di cui le più frequenti sono scarlattina, setticemia, endocarditi, febbre reumatica acuta, glomerulonefriti. La terapia si basa sull'utilizzo di penicillina e macrolidi, cui questi batteri sono molto sensibili.

Streptococcus pyogenes

Streptococco beta-emolitico di gruppo A responsabile di infezioni anche gravi a carico di vari organi e apparati, tra cui febbre reumatica, faringite, tonsillite, scarlattina, otite media, polmonite e glomerulonefrite. La diagnosi si basa, oltre che sull'isolamento del batterio previo prelievo dalla sede dell'infezione, sullo Streptozyme test, consistente nella ricerca degli anticorpi antistreptococco nel sangue. Il microrganismo è sensibile alla penicillina e ai macrolidi.

Streptodornasi

Enzima prodotto dal batterio Streptococcus pyogenes e noto anche col nome di desossiribonucleasi, utilizzato come farmaco antinfiammatorio e antiedema. Insieme con la streptochinasi, trova impiego nel trattamento locale di ferite infette ed ematomi, grazie alla sua capacità di fluidificare il pus e gli essudati più densi attuando la cosiddetta ""detersione enzimatica"", sciogliere i coaguli e promuovere l'eliminazione del materiale colliquato. Inoltre, migliora il flusso sanguigno a livello del focolaio infiammatorio e favorisce la penetrazione degli antibiotici attraverso la cute.

Streptomicina

Antibiotico aminoglicosidico ad ampio spettro prodotto da colture di actinomiceti, in particolare dello Streptomyces griseus. Scoperta nel 1944, è stata impiegata con successo nella cura della tubercolosi, della brucellosi, della tularemia e di infezioni resistenti alla penicillina, causate da batteri in fase extracellulare non essendo assorbita a livello gastrointestinale, è disponibile in commercio solo per somministrazione intramuscolare. Il suo utilizzo può favorire lo sviluppo di ceppi resistenti, oltre a essere gravato da numerosi effetti collaterali, consistenti soprattutto in fenomeni di neurotossicità a carico del nervo acustico e di quello vestibolare (vertigini, nausea, vomito e, a dosi massicce, acufeni fino a notevole diminuzione della capacità uditiva).

Stress

Termine di origine inglese, il cui significato letterale è ""sforzo"", introdotto dall'endocrinologo H.H. Selye per indicare la risposta dell'organismo umano a stimoli esogeni o endogeni abbastanza intensi da provocare uno squilibrio. Rappresenta una reazione di allarme con cui il corpo si prepara ad affrontare un'emergenza di natura fisica o anche psichica, mobilitando tutte le proprie risorse e capacità di difesa. Tale reazione comporta l'attivazione contemporanea del sistema nervoso autonomo, di quello endocrino e di quello immunitario. Il primo è responsabile della reazione di ""lotta o fuga"" con cui l'organismo tutela la propria incolumità di fronte a un potenziale pericolo il secondo mette in atto tutta una serie di modificazioni a livello ormonale, aumentando la secrezione di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, ormone della crescita (GH), prolattina. Quanto al sistema immunitario, in genere subisce un'iniziale depressione, cui può far seguito la cosiddetta immunostimolazione reattiva, con incremento del numero di anticorpi circolanti. Il complesso di questi reazioni è un fenomeno fisiologico, che favorisce l'adattamento a circostanze avvertite come una minaccia per la sopravvivenza. Diventa però patologico quando lo stato di allarme si cronicizza e lo stress diventa una modalità di risposta abituale a stimoli negativi persistenti in tal caso l'organismo, affaticato da sollecitazioni eccessive, va incontro a esaurimento con gravi ripercussioni sulla salute, tra cui maggiore vulnerabilità alle infezioni e insorgenza di disturbi psicologici che predispongono a fenomeni di somatizzazione.

Striscio

Indagine istologica che consente di appurare la composizione cellulare di materiali biologici, un campione dei quali viene steso in strato sottile (film) su un apposito vetrino e preparato per la disamina al microscopio. L'osservazione può essere diretta o preceduta da colorazione con varie tecniche. Questo metodo ha come scopo la ricerca di cellule neoplastiche o microrganismi patogeni in materiali di vario genere, in particolare sangue, espettorato, secreto vaginale (Pap-test), liquidi agoaspirati da tessuti, organi o formazioni patologiche profonde, cellule ottenute per raschiamento del fondo della mucosa buccale o della superficie basale di lesioni cutanee o mucose.

Strofulo

Dermatosi pruriginosa che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore ai sei anni, forse riconducibile a fenomeni di sensibilizzazione scatenati dalla puntura di un insetto. Si manifesta con la comparsa di papule pruriginose al cui centro si apprezza una vescicola, concentrate soprattutto sulla faccia estensoria degli arti. L'eruzione, che ha un tipico andamento a ondate, è esacerbata da errori dietetici o da condizioni di stress.

Strongiloidosi

Infestazione da vermi nematodi della specie Strongyloides stercoralis, che si localizzano soprattutto nel duodeno e nel digiuno, ma possono disseminarsi anche in altri organi (cuore, fegato) in soggetti con sistema immunitario depresso. Pur essendo endemica nei Paesi tropicali, soprattutto in Brasile, la malattia viene osservata anche nei climi temperati, tra le fasce di popolazione socialmente più svantaggiate. La trasmissione del parassita avviene per penetrazione delle larve attraverso la cute e le mucose (in particolare quella orale). In corrispondenza del punto d'ingresso si osservano fenomeni infiammatori transitori e circoscritti. Attraverso il torrente ematico le uova raggiungono via via polmoni, bronchi, trachea, faringe, esofago e stomaco, fino a pervenire nell'intestino tenue: qui possono schiudersi reinfettando lo stesso soggetto oppure venire espulse intatte con le feci e concludere il loro ciclo vitale nel terreno, trasformandosi in filarie. Anche se l'ospite può presentare sintomi generali come orticaria e prurito, oppure dispnea e tosse, causati dal passaggio delle larve attraverso i polmoni, in genere prevalgono le manifestazioni intestinali (dolori crampiformi, vomito, diarrea alternata a stipsi). Gli esami di laboratorio evidenziano spiccata eosinofilia e presenza di larve nelle feci. La cura si basa sulla somministrazione di tiabendazolo e mebendazolo.

Stupefacenti

Farmaci o sostanze in grado di produrre obnubilazione mentale alterando lo stato di coscienza. Anche se diversi farmaci sono stupefacenti (per esempio, la morfina) e vengono usati come antidolorifici nei pazienti con neoplasie maligne, nell’uso corrente il termine viene usato di solito in riferimento a sostanze illegali (droghe).

Succo gastrico

Liquido trasparente e incolore secreto dalle ghiandole della parete interna dello stomaco, formato da acqua, sali minerali, acido cloridrico (che ne costituisce appena lo 0,3-0,4 per cento), muco, pepsinogeno, pepsina e lipasi. La sua produzione è in gran parte regolata dall'ormone gastrina, che a sua volta viene liberato nel circolo sanguigno da stimoli meccanici, chimici e nervosi piuttosto complessi. Inoltre, la concentrazione del succo gastrico varia a seconda che lo stomaco sia in stato di riposo o di stimolazione. Nell'uomo adulto la quantità secreta nelle ventiquattr'ore oscilla intorno ai 2-3 litri. L'acido cloridrico, oltre ad avere uno spiccato effetto batteriostatico, abbassando il pH dell'ambiente gastrico a valori compresi tra 1 e 2, crea le condizioni di acidità necessarie perché il pepsinogeno possa trasformarsi in pepsina, l'enzima proteolitico che avvia il processo digestivo.

Sudorazione

Emissione di un secreto acquoso da parte di particolari ghiandole cutanee dette sudoripare, che si attivano in risposta a stimoli nervosi o ormonali, sotto il controllo del cosiddetto centro termoregolatore cerebrale. Si tratta di un fenomeno fisiologico che negli animali omeotermi e nell'uomo permette di mantenere stabile la temperatura corporea infatti, in risposta a un aumento della temperatura ambientale o a un'intensa attività fisica, la cute si ricopre di sudore che evaporando permette la dispersione del calore in eccesso. La sudorazione prende anche il nome di traspirazione sensibile perché dà luogo a un'umidificazione visibile della superficie cutanea, a differenza di quanto avviene nell'impercettibile perdita d'acqua cui l'organismo va soggetto di continuo. Quando non è dovuta alle condizioni ambientali o a uno sforzo muscolare protratto, può essere espressione di ansia, e quindi dipendere da iperstimolazione del sistema nervoso simpatico, oppure rappresentare un sintomo di malattia (ipertiroidismo, tubercolosi, alcuni tumori).

Suffumigio

Somministrazione di sostanze medicamentose disciolte in acqua molto calda e inalate sotto forma di vapore. I farmaci emollienti e fluidificanti dispersi nel vapore acqueo raggiungono così le cavità nasali, i seni paranasali, la faringe e la laringe, esplicando il loro benefico effetto nelle affezioni infiammatorie delle prime vie aeree e in particolare nella sinusite.