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Salute dalla A alla Z

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Poichilocitosi

Condizione tipica di alcune anemie caratterizzata dalla presenza di globuli rossi (eritrociti) di forma anomala, tipicamente echinociti, in cui la superficie è costellata di protuberanze regolari, o stomatociti, il cui aspetto invece ricorda quello di una scodella.

Poichilodermia

Forma di patologia cutanea che si manifesta con dolori articolari e muscolari ed edema al volto. A questi segue poi una teleangectasia che dà vita a un reticolo di capillari con cute atrofica al centro. Nelle donne in menopausa la poichilodermia è quasi sempre localizzata al viso e al collo.

Polialgia

Presenza di dolore localizzato in varie sedi e che può coinvolgere sia le articolazioni sia l'intera muscolatura. è un disturbo che fa parte del quadro clinico di diverse patologie, per esempio dell'influenza.

Polichemioterapia

Approccio terapeutico basato sulla contemporanea somministrazione di differenti farmaci chemioterapici, allo scopo di aumentarne l'efficacia e limitare gli effetti collaterali. Rappresenta un enorme passo avanti nella cura di numerose forme tumorali, in quanto è possibile garantire l'azione antitumorale impiegando dosi contenute di farmaci che, da soli e in alte dosi, potrebbero scatenare nell'organismo pericolose reazioni.

Policitemia

Condizione caratterizzata da un'eccessiva presenza di eritrociti nel sangue e da un'aumentata concentrazione di emoglobina. Spesso è accompagnata da incremento del numero dei leucociti e delle piastrine. Si distingue una policitemia relativa, tipica per esempio delle condizioni di disidratazione, in cui l'aumento dei globuli rossi nasconde in realtà una diminuzione del volume del sangue la policitemia assoluta invece presenta un effettivo incremento del numero delle cellule ematiche conseguente a iperattività del midollo osseo. Nel quadro della policitemia assoluta vengono descritte anche forme di policitemia secondaria, correlate a una scarsa ossigenazione sanguigna (per esempio in caso di insufficienza respiratoria, emoglobinopatie o incremento dell'eritropoietina). La terapia si basa sulla somministrazione di farmaci antiblastici.

Policoria

Anomalia dell'iride caratterizzata dalla presenza di due o più pupille. Può essere congenita o acquisita.

Polidattilia

Presenza di una o più dita della mano o del piede oltre le normali cinque. Si tratta di un'anomalia congenita che non crea particolari disturbi le dita soprannumerarie possono essere formate del tutto o solo in parte ed è possibile la loro asportazione chirurgica, che è consigliata nel caso l'anomalia riguardi il piede.

Polidipsia

Disturbo caratterizzato da sete eccessiva e frequente desiderio di bere, che si manifesta in caso di disidratazione sia fisiologica sia dovuta a specifiche patologie, per esempio il diabete.

Polidisplasia

Contemporanea presenza di più malformazioni a danno dell'organismo, conseguenti ad alterazioni dello sviluppo dei tessuti e degli organi.

Polimialgia reumatica

Patologia che colpisce individui in età avanzata, in particolare di sesso femminile. Si manifesta con l'improvvisa comparsa di dolori diffusi accompagnati da rigidità muscolare, febbre, perdita di peso, depressione e anemia. Il trattamento è solo sintomatico e prevede la somministrazione di corticosteroidi, il cui dosaggio è specifico per ciascun paziente e comunque basso, fino alla remissione dei sintomi. La terapia deve quindi essere sospesa gradatamente e ripristinata alla ricomparsa dei primi dolori.

Polioencefalite

Infiammazione della sostanza grigia dell'encefalo e del tronco cerebrale, che può manifestarsi in forma acuta o cronica. Nel primo caso è caratterizzata da confusione, ansia e paralisi acuta o subacuta dei nervi, ed è secondaria a intossicazioni o patologie infettive quali poliomielite e scarlattina la forma cronica è provocata dalla sifilide o da virus, è ad esordio lento e causa una progressiva paralisi nervosa.

Poliomielite

Malattia infettiva di origine virale che si trasmette da un soggetto all'altro per via alimentare, attraverso feci e saliva. Attualmente è presente solo in alcune delle aree del mondo in via di sviluppo. Nella quasi totalità dei soggetti infettati dal poliovirus non compare alcun disturbo, talvolta possono manifestarsi blandi episodi febbrili e solo in casi molto rari (circa uno ogni 1000 infezioni) si verifica la paralisi muscolare. Non esistono trattamenti efficaci una volta contratto il virus, per cui è molto importante la prevenzione. Grazie a intense campagne di vaccinazione il virus non è più presente in Europa e non si sono più verificati nuovi casi di malattia, con rarissimi casi di paralisi flaccida (uno ogni due milioni e mezzo di vaccinati) provocati dal virus attenuato somministrato mediante il vaccino orale di Sabin. Per questo, nell'agosto 2002 in Italia è stato modificato il modello di vaccinazione antipolio e si è ripristinato l'uso del vaccino di Salk (con virus uccisi) che viene somministrato mediante iniezione intramuscolare per le 4 dosi previste. Negli anni Sessanta il Salk era stato sostituito dal vaccino di Sabin (con virus vivo e attenuato e somministrato in gocce su una zolletta di zucchero), che ha consentito una drastica riduzione dei casi di malattia ma che è accompagnato da un minimo rischio di paralisi da vaccinazione. Il Salk è leggermente meno attivo ma ha il vantaggio di non esporre a tale rischio.

Poliovirus

Virus responsabile della poliomielite acuta. Appartiene al genere Enterovirus e ne sono state individuate tre forme: poliovirus tipo I (Brunehilde), poliovirus tipo II (Lansing) e poliovirus tipo III (Leon). La riproduzione del virus avviene nelle cellule faringee e intestinali dell'organismo umano, nel quale penetra attraverso l'apparato digerente. In seguito si diffonde al sistema linfatico ed ematico e intacca il sistema nervoso centrale.

Polipo

Neoplasia che si sviluppa tipicamente dalle cellule epiteliali degli organi cavi, in particolare l'intestino, il naso e la vescica. è in genere benigna e si presenta come un agglomerato di tessuto localizzato sulla parete dell'organo oppure ancorato a essa tramite un peduncolo.

Poliposi intestinale familiare

Presenza di polipi all'interno dell'intestino crasso, in numero assai elevato. è una malattia ereditaria che in genere è asintomatica, ma talvolta può manifestarsi con lievi dolori intestinali e sanguinamento alla defecazione. La diagnosi della poliposi richiede una colonscopia, che nei figli di individui già colpiti va eseguita annualmente a partire dai 12-15 anni a scopo preventivo, in quanto essi hanno il 50 per cento di probabilità di contrarre la malattia o di esserne portatori. Il trattamento è chirurgico e occorre spesso asportare tutto il colon, poiché i numerosi polipi possono causarne l'occlusione in caso di diagnosi precoce, l'intervento dovrebbe essere eseguito entro i trent'anni. In assenza di cure, la poliposi evolve in tumore maligno del colon-retto.

Poliposi nasale

Disturbo caratterizzato dalla presenza di polipi all'interno delle cavità nasali, in genere come conseguenza di una pollinosi o di una rinite allergica. Ne esiste anche una forma giovanile caratterizzata da polipi di notevoli dimensioni, che tendono a deformare sia il naso sia le regioni circostanti. A causa dell'ostruzione, il soggetto colpito manifesta difficoltà di respirazione e frequenti riniti o sinusiti se i polipi sono localizzati al setto nasale, possono causare notevoli emorragie. I polipi devono essere asportati chirurgicamente, ma tendono comunque a riformarsi.

Polisierosite parossistica familiare

Patologia ereditaria collegata a una mutazione localizzata sul cromosoma 16. è caratterizzata da febbre, polmonite e pleurite ad andamento ciclico ed esordisce tra i 5 e i 15 anni di età alcune forme possono dare origine ad amiloidosi. Non sono disponibili cure risolutive, ma la somministrazione di colchicina sembra limitare la frequenza delle crisi.

Polluzione notturna

Fenomeno in cui durante il sonno si verifica un'involontaria emissione di liquido seminale. è una situazione frequente nella pubertà ed è sempre accompagnata da sensazioni tipiche dell'orgasmo. Non va confusa con la spermatorrea, nella quale l'emissione involontaria di sperma è dovuta ad anomalie del dotto eiaculatorio.

Polmone

Struttura anatomica preposta alla respirazione, in cui avviene l'ossigenazione del sangue. Nell'uomo sono presenti due polmoni, localizzati nella gabbia toracica e la cui forma ricorda quella di una piramide con la base sul diaframma sono di colore chiaro e la loro capacità totale varia da tre a nove litri, in relazione al sesso e all'età. I polmoni sono avvolti dalla pleura, una membrana sierosa che ne facilita i movimenti durante la respirazione. La struttura del polmone è piuttosto complessa: quello di destra è suddiviso in tre lobi, mentre quello di sinistra in due. Ciascun lobo presenta a sua volta aree più piccole denominate zone o segmenti polmonari, che si dividono in lobuli e quindi in alveoli. Questi ultimi hanno pareti sottilissime e sono circondati da capillari, che sono il risultato delle ramificazioni progressive delle arterie polmonari, ed è a questo livello che avviene lo scambio di gas tra il sangue e l'aria: il sangue cede l'anidride carbonica raccolta dai tessuti e si arricchisce dell'ossigeno proveniente dall'aria. Il sangue fa quindi ritorno al cuore grazie alle vene polmonari. Ai polmoni fanno capo anche i bronchi, che si suddividono in elementi sempre più piccoli (i bronchioli) seguendo la struttura anatomica dell'organo e le ramificazioni delle arterie sono inoltre presenti nervi e vasi del sistema linfatico.

Polmone del contadino

Particolare forma di polmonite detta da ipersensibilità o alveolite allergica. è dovuta alla reazione immunitaria dell'organismo conseguente all'inalazione di un antigene e colpisce in genere i lavoratori del settore agricolo (da cui il nome comune della malattia). Alla base vi sono le spore liberate dal Micropolyspora faeni, un fungo che tende a proliferare sul fieno non essiccato. La presenza delle spore nel polmone innesca una continua reazione immunitaria costituita da anticorpi, complemento, granulociti neutrofili, linfociti T e monociti, che nel tempo dà origine a una fibrosi. Il quadro clinico è caratterizzato da febbre, tosse e respirazione difficoltosa, che possono insorgere a breve distanza dall'inalazione ma anche dopo diverso tempo. Il soggetto deve essere allontanato dall'antigene responsabile della reazione e può essere trattato con corticosteroidi, il cui impiego è tuttavia inutile negli stadi avanzati della malattia.