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Salute dalla A alla Z

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Biotina

Detta anche vitamina H, è una molecola appartenente al gruppo delle vitamine B. Si trova nelle verdure, nei legumi, nelle carni, ma si forma anche nell'intestino grazie all'azione della flora batterica. La biotina partecipa alle reazioni di sintesi degli acidi grassi, al metabolismo degli aminoacidi e alla formazione della riserva di glucosio rappresentata dal glicogeno. La sua carenza è responsabile di secchezza della cute, anemia e ipercolesterolemia, ma è in genere rara. L'eccessivo consumo di bianco d'uovo crudo può tuttavia ostacolarne l'assorbimento.

Biotipo

Gruppo di individui che condividono un patrimonio genetico comune. Nella sua accezione più antica, il termine si riferisce a persone con la stessa struttura fisica, raggruppate in tre grandi categorie: normolineo, brevilineo (corporatura ""tozza"") e longilineo (corporatura ""allungata"").

Bisessualità

In ambito psicologico il termine indica il manifestarsi di desideri sessuali nei confronti di soggetti di entrambi i sessi. In senso fisico, invece, indica la contemporanea presenza nello stesso individuo di caratteri genitali di entrambi i sessi.

Bisfosfonati

Farmaci inibitori del riassorbimento osseo. Vengono impiegati per aumentare la massa ossea e ridurre quindi il rischio di fratture (vertebrali, femorali e del polso) in soggetti affetti da osteoporosi, specie se hanno già subito fratture provocate da questa malattia. è comunque utile associare ai bisfosfonati supplementi di calcio e vitamina D. Questi farmaci sono soggetti a specifiche restrizioni per la loro prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Bismuto

Sostanza chimica metallica utilizzata, specie in passato, per il trattamento della diarrea e dell'ulcera gastrica, sotto forma di sali di bismuto. Dosi eccessive possono causare intossicazione, che si manifesta con gengive di colore scuro.

Bissinosi

Patologia a carico dei polmoni che colpisce gli addetti alla lavorazione del cotone. è una forma di alveolite allergica e si sviluppa in caso di prolungata esposizione alle polveri di cotone senza alcun tipo di protezione.

Blastomicosi

Patologia infettiva causata dall'inalazione di Blastomyces dermatitidis, un fungo presente nel suolo e nel legno, particolarmente diffuso in Canada e Stati Uniti. Colpisce in particolare contadini e muratori, interessando innanzitutto il tratto respiratorio in forma acuta, mentre nelle fasi successive si manifestano disturbi cronici a carico di ossa, pelle e reni. Il trattamento della blastomicosi prevede la somministrazione di farmaci antimicotici.

Blefarite

Disturbo infiammatorio che colpisce le palpebre, che si presentano gonfie e arrossate. Spesso sono presenti anche arrossamento della congiuntiva e una secrezione collosa che rende difficoltosa l'apertura dell'occhio, specialmente al mattino. La blefarite può essere causata da batteri (stafilococchi) oppure essere la manifestazione di un'allergia o di una irritazione. La forma batterica è contagiosa. La terapia è legata alla causa e in genere prevede l'impiego di colliri o pomate per uso locale a base di antibiotici o antistaminici.

Blefaroplastica

Intervento di chirurgia plastica eseguito sulle palpebre, sia per motivi estetici sia per correggere cicatrici o difetti che ne impediscono il corretto funzionamento (per esempio l'eversione o ectropion e l'inversione o entropion).

Blefaroptosi

Disturbo dell'occhio caratterizzato da un abbassamento della palpebra superiore, causato da disfunzioni neurologiche. Può presentarsi a qualsiasi età, da solo oppure associato ad altri sintomi, nel quadro di specifiche patologie: nella sindrome di Horner, per esempio, la blefaroptosi è presente insieme al restringimento della pupilla e all'assenza di sudorazione nella metà del volto interessata.

Blefarospasmo

Contrazione dei muscoli dell'occhio che controllano la chiusura delle palpebre. Il blefarospasmo può essere un disturbo temporaneo collegato a uno stato ansioso del soggetto oppure dipendere da patologie dell'occhio o del sistema nervoso. La terapia va quindi impostata in relazione alla causa scatenante.

Blocco articolare

Impossibilità totale o parziale di un'articolazione a compiere i normali movimenti. è in genere causato da traumi o malattie infiammatorie croniche e viene trattato in maniera differente a seconda della gravità. In caso di blocco parziale può essere d'aiuto la fisioterapia, mentre se è totale viene valutata la possibilità di impiantare una protesi al posto dell'articolazione malata.

Blocco atrio-ventricolare

Difetto della trasmissione dello stimolo elettrico responsabile della contrazione del muscolo cardiaco. Normalmente, lo stimolo nasce nell'atrio destro e passa poi ai ventricoli, attraverso fibre nervose contenute all'interno del muscolo. Il blocco atrio-ventricolare colpisce una particolare porzione di fibre nervose localizzate proprio tra atrio e ventricolo.

Blocco cardiaco

Disturbo della formazione o della propagazione dell'impulso elettrico che genera il battito del cuore. Causa alterazioni più o meno gravi dei meccanismi di contrazione del muscolo cardiaco. Le conseguenze sono strettamente collegate al tipo di blocco e alla zona che colpisce: quello senoatriale è caratterizzato dall'assenza dello stimolo elettrico, mentre in quello atrioventricolare questo viene rallentato o bloccato nel passaggio tra atrio e ventricolo. Il trattamento del blocco cardiaco prevede in genere l'applicazione di un pacemaker.

Blocco nervoso

Perdita della funzionalità di uno o più nervi, che risultano incapaci di condurre gli stimoli nervosi. Può essere causata da traumi o patologie che ledono le strutture delle cellule nervose oppure essere provocata artificialmente (la cosiddetta anestesia).

Blocco pudendo

Procedura anestetica che consente di bloccare la risposta nervosa del plesso pudendo, i cui rami innervano i genitali, l'ultimo tratto dell'intestino e il perineo. Viene in genere impiegata nel corso degli interventi sulle emorroidi o sulla prostata.

Bocca

Organo che forma l'apparato boccale assieme a lingua e denti. è fondamentale per la sua funzione di canale naturale per l'introduzione di cibo nell'organismo ed è parte delle vie respiratorie. La parte superiore della bocca è il palato, osseo nella sua parte anteriore e molle in quella posteriore. La parte inferiore è costituita da muscoli e fibre e ospita la lingua. Lingua e palato sono circondati dai denti, a loro volta inseriti nella mascella e nella mandibola tramite gli alveoli. Lingua e denti sono organi fondamentali per l'articolazione vocale. All'interno della bocca si trovano inoltre sei ghiandole salivari. Denti e saliva, attraverso l'attività masticatoria, sono responsabili della prima parte della digestione.

Bolo

Piccola massa di cibo e saliva prodotta durante la masticazione. Una volta deglutito, il bolo alimentare raggiunge lo stomaco attraverso gola ed esofago.

Borborigmi

Gorgoglìo addominale, spesso unito a sensazione di movimento intestinale. In assenza di dolori o disturbi di altro genere il rumore, prodotto dalla digestione, non è da considerare sintomo di alcuna patologia.

Borsa dell'alluce

Piccola sacca contenente liquido sinoviale, situata tra le articolazioni metatarsofalangee del primo e del secondo dito del piede. Facilita lo scorrimento tra i muscoli e i tendini, migliorando così il movimento articolare. Può essere soggetta a infiammazioni, caratterizzate da gonfiore, dolore locali e da arrossamento della pelle sovrastante, dovute, per esempio, alla pressione esercitata da una scarpa troppo stretta.