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Ascesso cerebrale

Raccolta circoscritta di pus all'interno della struttura cerebrale. L'ascesso cerebrale può essere dovuto a una ferita penetrante del capo, alla diffusione di un'infezione da un organo contiguo (per esempio in caso di otiti, sinusiti e mastoiditi) o, più raramente, alla localizzazione intracerebrale di un'infezione a distanza (endocarditi batteriche, setticemia). I sintomi sono cefalea, nausea, vomito, sonnolenza, convulsioni, disturbi neurologici localizzati e febbre. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici e talvolta su asportazione chirurgica o svuotamento dell'ascesso.

Ascesso dentario

Infezione che insorge in corrispondenza della radice di un dente, con conseguente formazione di una piccola raccolta di pus. La causa può essere la penetrazione di batteri attraverso una carie oppure l'estensione in profondità di un'infezione localizzata in una tasca gengivale. In corrispondenza dell'ascesso si forma un gonfiore e insorge forte dolore. Può essere utile la terapia con antibiotici, anche se è indispensabile il ricorso al dentista.

Ascesso epatico

Malattia del fegato il cui elemento rilevante è la formazione di una raccolta di pus all'interno dell'organo. Si tratta di una situazione sempre grave che insorge come conseguenza della localizzazione a livello del fegato di batteri provenienti dal sangue (setticemia) o da altri organi addominali sede di grave infezione. L'ascesso epatico provoca la comparsa di accessi febbrili e dolori addominali. Una volta diagnosticato richiede un intenso trattamento antibiotico e, se questo non è sufficiente, si ricorre all'intervento chirurgico.

Ascesso osseo

Infezione di un osso con formazione di una raccolta di pus. è causato da batteri e può colpire qualsiasi parte dello scheletro, con febbre e forti dolori. Richiede massicce terapie con antibiotici e spesso un intervento chirurgico.

Ascesso perianale

Malattia caratterizzata dalla formazione di una raccolta di pus a livello dell'ano, localizzata o estesa. Può essere la complicazione di un disturbo locale come una ragade anale, oppure la conseguenza di una malattia infiammatoria intestinale che ha provocato lesioni a livello anale. Un ascesso perianale provoca sempre un dolore intenso e si manifesta con un gonfiore localizzato in prossimità dell'ano, dolentissimo al tatto e ricoperto da cute tesa e arrossata. In genere la terapia antibiotica non riesce a controllare la malattia, per il cui è necessario ricorrere a un piccolo intervento chirurgico di incisione della pelle ed evacuazione del pus. In alcune circostanze (per esempio nel caso del morbo di Crohn e di ascessi multipli o tendenti a ripresentarsi dopo una apparente guarigione) l'ascesso non scompare del tutto ma lascia il posto a una cosiddetta fistola perianale, riconoscibile dalla presenza di un orifizio sulla pelle da cui fuoriesce liquido purulento.

Ascesso polmonare

Grave infezione batterica del polmone con conseguente formazione di una raccolta di pus. Insorge in genere in soggetti con notevole compromissione delle condizioni generali ed è accompagnata da febbre e difficoltà respiratorie. Richiede una terapia con antibiotici ma in alcuni casi è necessario ricorrere allo svuotamento dell'ascesso mediante intervento chirurgico.

Ascesso sottodiaframmatico

Denominato anche ascesso subfrenico, è una malattia caratterizzata dalla formazione di una raccolta di pus localizzata al di sotto del diaframma, in genere nello spazio compreso tra il fegato e il diaframma stesso. Nella maggior parte dei casi rappresenta una temibile complicazione di una peritonite o di un intervento chirurgico addominale. Un ascesso sottodiaframmatico è sempre una situazione grave che causa febbre elevata, dolori addominali intensi localizzati in particolare a destra e un insistente singhiozzo. Una volta precisata la diagnosi (per lo più mediante TAC o risonanza magnetica), i pazienti vengono solitamente sottoposti a intervento chirurgico.

Ascite

Condizione patologica caratterizzata dall'accumulo di liquido all'interno dell'addome. Le cause di un'ascite sono svariate ma la più comune è la cirrosi epatica, grave malattia del fegato che rappresenta la conseguenza di diverse malattie (epatite virale B o C, abuso di alcol, tumori del fegato). Tra le altre patologie che possono causare ascite, alcune coinvolgono direttamente gli organi addominali (per esempio la peritonite o la localizzazione di tumori al peritoneo), mentre altre alterano l'equilibrio che regola la presenza dei liquidi nei tessuti, come accade in caso di insufficienza renale o cardiaca o di grave alterazione della percentuale di proteine del sangue. Un'ascite di entità rilevante causa un evidente gonfiore addominale, al quale possono essere associati i segni e i sintomi delle malattie che ne hanno provocato la formazione in ogni caso il versamento di liquido addominale è ben riconoscibile anche con una semplice ecografia. Il trattamento è in genere su due fronti: da un lato si cura la malattia da cui origina l'ascite, dall'altro si somministrano farmaci che ne favoriscono l'eliminazione, come i diuretici. Se l'azione dei farmaci non è sufficiente si procede alla paracentesi, ossia alla puntura diretta dell'addome con un ago grosso dal quale è possibile aspirare il liquido ascitico.

Asepsi

Condizione di sterilità, ovvero di completa assenza di contaminazione microbica. Mediante apposite procedure si ottiene nelle sale operatorie e negli ambienti dove è necessario evitare l'insorgere di infezioni.

Asfigmia

Condizione tipica dell'arresto cardiaco e della fibrillazione ventricolare, ovvero delle situazioni in cui l'attività del muscolo cardiaco è decisamente ridotta, caratterizzata dalla scomparsa dei polsi periferici.

Asfissia

Alterazione dell'attività respiratoria causata da una reazione all'inalazione di sostanze tossiche, dall'introduzione di corpi estranei, da una forte crisi asmatica o da eventi come annegamento e compressione accidentale della gabbia toracica. L'asfissia può condurre alla morte a causa dell'insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti, ma prima di giungere all'arresto respiratorio il soggetto vive una fase di respirazione difficoltosa. I primi soccorsi devono essere volti al ripristino della normale funzionalità delle vie aeree e all'introduzione di ossigeno.

Asinergia cerebellare

Sintomo tipico di alcune patologie del cervelletto (cerebellari) caratterizzato da mancanza di coordinazione nell'esecuzione di movimenti complessi che richiedono l'azione di più gruppi muscolari.

Asintomatico

Termine che indica la completa assenza di sintomi, in riferimento sia a pazienti che a patologie.

Asistolia

Breve scomparsa delle contrazioni del cuore. Dura in genere pochi secondi e la sintomatologia che ne deriva è di scarsa importanza. Se invece l'arresto è prolungato l'esito può essere anche fatale.

Asma

Insieme di malattie di varia natura caratterizzate da affanno, sibili e tosse secca. Le due forme principali di asma sono quello bronchiale e quello cardiaco.

Asma bronchiale

Malattia dell'apparato respiratorio determinata dal restringimento delle vie aeree e caratterizzata da periodi di crisi seguiti da intervalli nei quali non si manifesta alcun sintomo. è piuttosto diffusa nella popolazione e colpisce circa il 5% degli individui, sia in età infantile sia in età adulta. Gli agenti esterni che possono provocare l'insorgenza dell'asma bronchiale, quasi sempre in soggetti predisposti, sono molteplici: sostanze o elementi in grado di determinare allergie (come i pollini, il pelo di alcuni animali e la polvere si parla in questo caso di asma allergico), farmaci (in particolare l'aspirina, alcuni coloranti, i betabloccanti), inquinanti atmosferici (come l'anidride carbonica, l'ozono, il biossido di zolfo), prodotti chimici, alcuni virus, l'esercizio fisico, lo stress psichico, l'aria umida o fredda. In alcuni individui tali agenti causano una reattività anormale delle vie respiratorie, provocata dall'azione di un particolare tipo di cellule del sistema immunitario che rilasciano sostanze in grado di originare veri e propri spasmi delle vie respiratorie. Nell'asma si verificano inoltre un rigonfiamento (edema) della mucosa che riveste internamente le vie respiratorie e la secrezione di maggiori quantità di muco. Il calibro delle vie respiratorie diminuisce e questo causa l'accumulo di aria negli alveoli, rendendo più difficoltoso lo scambio di ossigeno e anidride carbonica con il sangue. Le manifestazioni caratteristiche dell'asma sono la difficoltà a respirare (dispnea), la tosse e l'emissione di sibili durante la respirazione, che compaiono a distanza di tempo variabile dall'esposizione all'agente esterno scatenante. Di solito il soggetto avverte inizialmente un senso di costrizione del torace e difficoltà a respirare quasi contemporaneamente compare una tosse secca. Il respiro diventa poi aspro e associato a sibili, sia durante l'inspirazione sia durante l'espirazione. L'espirazione tende poi a diventare più prolungata, nel tentativo di eliminare l'aria intrappolata negli alveoli. Verso la fine dell'attacco di asma compare una tosse produttiva, con emissione di muco denso e vischioso. Segue solitamente un periodo privo di sintomi, fino al successivo contatto con l'agente esterno scatenante. Soprattutto nel caso dell'asma allergico, un attacco di asma durante il giorno può essere associato a episodi notturni di tosse e respiro sibilante. La terapia si basa innanzitutto sull'evitare, per quanto possibile, l'esposizione agli agenti scatenanti. I farmaci utilizzati vengono di norma assunti per via inalatoria, sotto forma di spray predosati: cortisonici innanzitutto, poi betastimolanti in alcuni casi si impiegano la teofillina e i suoi derivati, e, in presenza di allergie ben definite, gli antistaminici. In genere, un attacco di asma non particolarmente grave si risolve con l'uso di spray inalanti a base di salbutamolo.

Asma cardiaco

Quadro patologico caratterizzato da scompenso del ventricolo sinistro e da respirazione faticosa e stentata soprattutto nelle ore notturne. I disagi causati dalla congestione delle vie polmonari sono simili a quelli dell'asma bronchiale ma complicati a volte da edema interstiziale, con accumulo di liquido nei polmoni. Per alleviare la difficoltà respiratoria il paziente tende a rimanere il più possibile in posizione eretta ma l'intervento con farmaci diuretici e morfina è indispensabile nei casi più gravi che, se non curati adeguatamente, possono condurre alla morte.

Aspartame

Sostanza sintetizzata a partire da due aminoacidi e dotata di qualità dolcificanti decisamente superiori al più comune zucchero, il saccarosio. Il suo scarso contenuto calorico lo rende adeguato all'inserimento nei regimi alimentari seguiti dalle persone con problemi di sovrappeso. Non può essere sottoposto a cottura.

Aspergillosi

Infezione determinata da funghi della famiglia Aspergillus, presenti in molti ambienti ma con particolare frequenza negli edifici più umidi o dove si conservano materiali di origine vegetale. L'infezione è più frequente nelle persone immunodepresse, in cui si hanno fenomeni infiammatori a livello di mucose, tessuti e diversi organi. La presenza del fungo è da accertare mediante esame istologico, mentre la terapia prevede l'assunzione di antifungini specifici.

Aspirazione

Il termine aspirazione è usato per indicare la fase della respirazione nella quale l'aria viene immessa nei polmoni ma anche la tecnica diagnostica e terapeutica che consente di prelevare del liquido. La suzione si esegue attraverso un apposito aspiratore a fini terapeutici, come per esempio nell'eliminazione del liquido che si forma nella cavità articolare del ginocchio a seguito di un trauma, oppure a fini diagnostici come nel caso di un versamento pleurico.

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