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Anemia sideropenica

Anemia dovuta a una disponibilità di ferro inferiore rispetto alle richieste dell'organismo, con conseguente impossibilità a formare emoglobina. La carenza di ferro può essere dovuta a varie cause, tra le principali è il sanguinamento, prolungato anche se minimo, imputabile a patologie come emorroidi e ulcera duodenale oppure a cicli mestruali particolarmente abbondanti. Inoltre, possono essere causa di anemia sideropenica, l'uso incontrollato di acido acetilsalicilico e di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che spesso induce gastriti o esofagiti accompagnate da microemorragie e il regime alimentare, soprattutto se carente di alimenti ricchi di ferro. Il trattamento è effettuato con somministrazione per via orale di solfato o gluconato di ferro e con l'applicazione della terapia più indicata per risolvere la situazione patologica causa prima dell'anemia.

Anencefalia

Condizione incompatibile con la vita consistente nella mancanza dell'encefalo e della volta cranica. L'origine di tale gravissima malformazione è la mancata chiusura del tubo neurale dell'embrione, da cui origina il sistema nervoso: il tessuto cerebrale si trova così senza alcuna protezione e si disperde a causa dei movimenti fetali dell'utero. La diagnosi può essere effettuata in fase prenatale mediante amniocentesi.

Anergia

Incapacità di un organismo di fornire risposte immunitarie verso i più comuni antigeni (sostanze che normalmente provocano tali risposte). Può essere una condizione congenita oppure presentarsi in seguito a infezioni o assunzione di farmaci.

Anestesia

Perdita totale o parziale della sensibilità tattile, termica o dolorosa per interruzione degli impulsi nervosi provenienti dalla periferia del corpo e diretti alla corteccia cerebrale. Può essere determinata da lesioni del sistema nervoso o essere provocata mediante la somministrazione di particolari sostanze che la inducono come condizione momentanea e irreversibile, per eliminare la percezione del dolore durante gli interventi chirurgici. In particolare, l'anestesia chirurgica si distingue in locale - limitata a singoli distretti corporei e che non provoca perdita di coscienza - e generale, riferita all'intero organismo, che rimane temporaneamente in condizione di incoscienza.

Anestesia epidurale

Anestesia indotta in chirurgia mediante iniezione di un anestetico nella parte finale del canale spinale. è utilizzata durante interventi alla parte bassa del torace, all'addome e al bacino e durante il parto, per consentire alla madre di partecipare attivamente alla nascita del bambino senza provare dolore.

Anestesista

Medico specializzato in anestesia e rianimazione, svolge le sue funzioni somministrando i farmaci anestetici in sala operatoria e occupandosi della rianimazione dei pazienti nei reparti di terapia intensiva e rianimazione.

Aneuploidia

Anomalia cromosomica in cui si registra un numero di cromosomi anomalo rispetto al normale corredo cromosomico diploide. Anziché in due copie, uno o più cromosomi possono essere presenti in una singola copia (monosomia) oppure in tre copie (trisomia: è il caso della sindrome di Down, in cui si ha trisomia del cromosoma 21). Nella maggior parte dei casi l'aneuploidia è letale, per cui viene riscontrata soprattutto nei feti.

Aneurisma

Dilatazione della parete di qualsiasi vaso arterioso, benché interessi principalmente l'aorta, sia nel tratto addominale sia nel tratto più vicino al cuore. Può assumere varie denominazioni a seconda delle sede in cui si verifica. L'aneurisma dissecante interessa la parete del vaso arterioso provocandone la fessurazione (distacco dei vari strati della parete stessa) e ha come conseguenza la formazione di trombi e di rotture locali. L'aneurisma ventricolare si verifica nella parete cardiaca, generalmente in seguito all'insorgere di un infarto miocardico. L'aneurisma miliare è congenito e interessa le arterie cerebrali. La rottura, che può avvenire anche in soggetti di giovane età, provoca gravissime emorragie spesso letali. Ad eccezione della forma cerebrale, che può verificarsi anche in individui giovani, l'aneurisma è tipico di soggetti anziani sofferenti di aterosclerosi.

Angina di Ludwig

Infezione acuta del tessuto connettivo del pavimento della bocca causata da batteri anaerobi. L'infezione origina dai denti e si evolve provocando febbre e tumefazione dolorosa della lingua (che si sposta posteriormente e in alto). Il rigonfiamento della lingua impedisce la deglutizione e provoca un'ostruzione delle vie respiratorie. La terapia si basa sull'utilizzo di antibiotici e pulizia chirurgica della sede dell'infezione. Raramente può rendersi necessaria la tracheotomia per consentire la respirazione.

Angina erpetica

Infezione e infiammazione del cavo orale, che provoca un intenso dolore alla deglutizione. I sintomi possono essere a esordio improvviso con forte brucione, eccessiva salivazione (scialorrea), febbre, alitosi e rifiuto del cibo. è tuttavia possibile anche un manifestarsi più lento. La lesione iniziale è rappresentata da una vescicola che successivamente si rompe e viene ricoperta da una membrana bianco-giallastra. Quando la membrana cade si ha la formazione di un'ulcera. Le parti più colpite sono guance e lingua, ma può essere coinvolto tutto il cavo orale e in particolare le tonsille. La durata della malattia è circa di una settimana o poco di più. La terapia consiste nell'uso di antivirali (acyclovir) e nella detersione locale. Distinta dall'angina erpetica è l'herpangina, causata dal coxsackievirus A21, caratterizzata da febbre e dalla presenza di vescicole soprattutto a livello dei pilastri tonsillari anteriori.

Angina pectoris

Sindrome causata da uno stato di ischemia cardiaca (insufficiente afflusso di sangue - e quindi di ossigeno - al cuore), causato da malattie delle coronarie. è caratterizzata da un violento dolore localizzato dietro lo sterno, ma che può anche diffondersi verso altre regioni (braccio e spalla sinistra, mandibola, bocca dello stomaco, scapole). La crisi anginosa tipica compare dopo intenso sforzo fisico o in presenza di altri fattori scatenanti quali freddo o pasto molto abbondanti e dura da alcuni secondi a pochi minuti. Oltre i 20 minuti si deve sospettare un infarto miocardico. Il trattamento prevede innanzitutto l'adozione di uno stile di vita in cui si cerca di smettere di fumare, di ridurre il sovrappeso, di curare l'eventuale ipertensione. La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di nitrati, che aiutano a risolvere la crisi anginosa, di betabloccanti e di calcioantagonisti. In alcuni casi possono essere necessari interventi di angioplastica.

Angina postinfartuale

Potenziale complicazione che accompagna l'infarto miocardico e si verifica nel 5% circa dei pazienti. Si tratta di un dolore dovuto a scarsa ossigenazione del sangue e può essere responsabile di reinfarto o di morte improvvisa. Il rischio è in genere maggiore nei primi dieci giorni che seguono l'infarto.

Angiocheratoma

Malattia caratterizzata dall'ispessimento della pelle a causa dell'eccessiva dilatazione dei capillari. Ne esistono una forma diffusa ed una localizzata. La prima è un difetto metabolico congenito che porta al cattivo funzionamento dei reni entro i quarant'anni. La seconda interessa tipicamente lo scroto e si verifica negli adolescenti e nel 20% degli anziani.

Angiocolite

Infiammazione dei dotti biliari per invasione da parte di germi patogeni favorita da un ostacolo al deflusso della bile (carcinomi, calcoli, restringimenti). Origina sempre da infezioni al fegato, alla colecisti, al pancreas e al duodeno. Si può manifestare in varie forme, pur mantenendo come sintomi caratteristici il colorito giallastro della pelle, la presenza di febbre, dolore locale e vomito. Si distinguono l'angiocolite intraepatica, che ha origine nei canali biliari all'interno del fegato e può portare a cirrosi, e l'angiocolite sclerosante, in cui si ha fibrosi e blocco completo delle vie biliari.

Angioedema

Reazione simile all'orticaria, in cui però si presentano aree rigonfie che interessano anche strati profondi della pelle e si estendono a palpebre, labbra, organi genitali, lingua, faringe e glottide (con rischio di insufficienza respiratoria). Può essere provocato da punture di insetti, funghi, alimenti, farmaci o vaccini: bastano quantità minime della sostanza scatenante per provocare la comparsa dell'eruzione cutanea. Viene generalmente curato con antistaminici. Esiste anche una forma di angioedema ereditario, dovuto all'assenza di un fattore chimico nel sangue: in questo caso non c'è orticaria, ma un edema alla laringe che può scatenare crisi respiratorie anche molto gravi.

Angiografia

Tecnica diagnostica che consente di esaminare radiologicamente i vasi sanguigni di qualsiasi calibro, verificando la presenza di patologie ma anche di ostruzioni, restringimenti e circoli collaterali che impediscono il corretto afflusso di sangue ai tessuti. Prevede l'iniezione di un mezzo di contrasto radiopaco per via endovenosa e il successivo angiogramma, ovvero una serie di radiografie consecutive dei vasi. Può essere effettuata anche con l'introduzione di una sonda (catetere) all'interno dei vasi. L'angiografia può essere denominata in maniera differente in relazione al tipo di vaso esaminato (la coronarografia, per esempio, si riferisce alle coronarie).

Angioma

Neoplasia generalmente benigna formato da un agglomerato di vasi. Viene chiamata emangioma nel caso interessi vasi sanguigni e linfangioma nel caso interessi invece vasi linfatici. Frequente negli anziani è l'angioma semplice, caratterizzato dalla comparsa sull'epidermide del tronco di piccole macchie di colore rosso.

Angiopatia diabetica

Danno alla circolazione arteriosa causato dal diabete mellito. è chiamato microangiopatia quando interessa le piccole arterie, macroangiopatia quando invece coinvolge le arterie principali. La microangiopatia è alla base dei danni che il diabete provoca a carico di retina (retinopatia), rene (nefropatia) e sistema nervoso (neuropatia). La macroangiopatia risulta analoga alla malattia aterosclerotica sia dal punto di vista del tipo di lesione sia da quello delle conseguenze (malattie cardiovascolari). Le complicanze cardiovascolari, oltre a essere più precoci nei diabetici, rappresentano la principale causa di morte per il diabete tipo 2. Tra le manifestazioni della macroangiopatia vi sono la cardiopatia ischemica, le malattie cerebrovascolari e le vasculopatie periferiche.Nei soggetti con ridotta tolleranza al glucosio il rischio di aterosclerosi è intermedio tra quello della popolazione generale e quello dei diabetici. In caso sia di diabete che di ridotta tolleranza al glucosio è importante ricercare attivamente con indagini strumentali (ECG ed ecodoppler) i primi segni di macroangiopatia. Per evitare la progressione delle lesioni, oltre al miglior trattamento possibile del diabete, è necessario tenere sotto controllo tutti i fattori di rischio cardiovascolare, anche utilizzando farmaci per l'ipertensione arteriosa e la dislipidemia e gli antiaggreganti piastrinici.

Angioplastica

Tecnica cardiochirurgica che si applica in caso di ostruzioni arteriose, conosciuta anche con l'acronimo PTCA (Percutaneous Transluminal Coronary Angioplasty: angioplastica transluminale percutanea). La dilatazione si effettua introducendo nell'arteria un catetere sottilissimo provvisto all'estremità di un palloncino che viene gonfiato nel momento in cui incontra l'ostruzione. In questo modo il vaso viene dilatato e la normale circolazione sanguigna può riprendere.

Angiotensina

Sostanza presente nel sangue che partecipa ai meccanismi fisiologici di regolazione dell'equilibrio cardiocircolatorio, con una potente azione di aumento della pressione arteriosa. Agisce sia direttamente causando un restringimento delle arterie sia indirettamente inducendo ritenzione di sodio e liquidi a livello renale. L'angiotensina si forma e diventa funzionale a seguito di due trasformazioni chimiche successive L'angiotensina I rappresenta la forma ancora poco attiva: da questa, per azione dell'enzima di conversione (ACE), deriva l'angiotensina II, molecola pienamente attiva. I farmaci ace-inibitori utilizzati nella cura dell'ipertensione arteriosa bloccano la capacità dell'enzima di produrre angiotensina II a partire dall'angiotensina I. I sartani invece interferiscono direttamente con l'angiotensina II.

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