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Acidi nucleici

Famiglia di macromolecole che comprende l'acido desossiribonucleico (DNA) e l'acido ribonucleico (RNA) costituite dalla successione di particolari ""mattoni"", i nucleotidi. Ogni nucleotide è formato a sua volta da una molecola di zucchero (ribosio nell'RNA e desossiribosio nel DNA), da una molecola di acido fosforico (da cui il carattere acido) e da una delle basi azotate (adenina, guanina, timina, citosina, uracile). Mentre il DNA è la molecola responsabile della codificazione del patrimonio ereditario dell'individuo, l'RNA svolge numerose funzioni fondamentali per la vita della cellula, soprattutto nell'ambito della sintesi delle proteine.

Acido

Sostanza capace di rilasciare protoni (particelle cariche positivamente, come gli ioni idrogeno). Possono essere acidi sia composti chimici inorganici, come l'acido cloridrico, sia composti organici, come gli acidi biliari e gli acidi nucleici (Dna e Rna).

Acido acetilsalicilico

Farmaco antidolorifico, antifebbrile e antinfiammatorio della famiglia degli antinfiammatori non steroidei (FANS). è utilizzato per dare sollievo a dolori di lieve e media entità di qualsiasi origine. Può essere anche somministrato a scopo preventivo nei confronti di ictus, infarto e trombosi, dal momento che svolge un'azione fluidificante del sangue (inibisce infatti il fenomeno di aggregazione delle piastrine).

Acido cloridrico

Acido inorganico presente all'interno dello stomaco dove partecipa alla formazione dei succhi gastrici.

Acido folico

Si tratta della vitamina B9. Come tutte le vitamine, è un elemento essenziale per l'organismo, ma poiché non viene prodotto dall'organismo stesso deve essere assunto con la dieta: si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e nel fegato. Il processo di cottura però distrugge la grande maggioranza di folato presente nei cibi. La vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell'emoglobina ed è stata riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale (per esempio spina bifida o anencefalia), che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi, il fabbisogno di acido folico raddoppia. Negli adulti, la carenza di acido folico può manifestarsi con l'anemia megaloblastica.

Acido lattico

Composto organico che si forma durante il metabolismo dei carboidrati, in particolare durante la fase della glicolisi. Viene prodotto in grande quantità durante sforzi fisici intensi e protratti, quando i muscoli lavorano in condizioni di carenza di ossigeno.

Acido mefenamico

Farmaco antidolorifico e antinfiammatorio della famiglia degli antinfiammatori non steroidei (FANS).

Acido pantotenico

Elemento essenziale (vitamina) per l'organismo, presente soprattutto nelle carni e nelle uova. Viene trasformato nel coenzima A, necessario per molte funzioni del metabolismo cellulare. La sua carenza provoca debolezza, cefalea, nausea e disturbi del sonno.

Acido urico

Composto che presenta le caratteristiche di un acido organico debole. Si trova nel sangue come residuo del metabolismo delle purine, sostanze contenute nelle proteine e negli acidi nucleici. Viene eliminato attraverso il rene e, poiché è poco solubile nelle urine acide, una concentrazione eccessiva può dare origine a calcoli di urato. L'acido urico può aumentare per una eccessiva produzione di purine dovuta a una alterazione di tipo familiare, a un aumentato turnover degli acidi nucleici (per esempio in molte forme leucemiche) o al consumo di grandi quantità di cibi come le carni, i funghi e il pesce azzurro. In altri casi è in causa una ridotta eliminazione renale dell'acido urico, quasi sempre collegata a una terapia diuretica protratta o all'abuso di alcolici. Se non viene trattata, l'elevata concentrazione di acido urico nel sangue può dare origine alla gotta.

Acido valproico

Farmaco impiegato per il trattamento dell'epilessia.

Acidosi

Condizione patologica caratterizzata da una diminuzione del pH del sangue per accumulo di sostanze acide oppure per sottrazione di sostanze alcaline. L'acidosi altera tutti i processi metabolici, in quanto l'equilibrio acido-base, ovvero il rapporto tra produzione ed escrezione di sostanze acide ed alcaline, è fondamentale per la vita delle cellule. I maggiori organi deputati al controllo di questo equilibrio sono il rene e il polmone. L'acidosi può essere di natura respiratoria o metabolica.

Acidosi metabolica

Diminuzione del pH del sangue in seguito all'aumento della produzione di acidi da parte dell'organismo, che può avvenire in caso di diabete, febbre, digiuno prolungato, insufficienza renale cronica.

Acidosi renale tubulare

Aumento dell'acidità del sangue a causa dell'incapacità da parte del rene di eliminare ioni idrogeno (acidosi tubulare renale distale, o di tipo I) o di riassorbire bicarbonato (acidosi tubulare prossimale, o di tipo II).

Acidosi respiratoria

Diminuzione del pH del sangue a causa di un aumento della concentrazione ematica di acido carbonico, come conseguenza di una diminuita eliminazione di anidride carbonica attraverso i polmoni in seguito a ridotta ventilazione.

Acinesia

Condizione tipica del morbo di Parkinson e dei parkinsonismi, caratterizzata dalla difficoltà nell'iniziare e nell'eseguire i movimenti volontari e da una povertà più o meno marcata della mimica, della gesticolazione e dei movimenti riflessi.

Acloridria

Assenza di acido cloridrico nel succo gastrico. Può essere di origine congenita, ma in genere compare in corso di tumori dello stomaco o gastrite.

Acne

Infiammazione cronica della pelle, che coinvolge le ghiandole sebacee (produttrici del grasso corporeo) e i follicoli piliferi (da cui originano i peli). Molto comune specialmente tra gli adolescenti di entrambi i sessi, interessa preferenzialmente viso e tronco e può assumere aspetti e gravità molto variabili da un soggetto all'altro. Le cause dell'acne non sono certe. Gli aspetti implicati sono numerosi: dai fattori genetici a quelli ormonali (squilibri tipici dell'età puberale, ormoni estroprogestinici contenuti in alcuni contraccettivi orali, ecc.) allo stress. In alcuni casi, l'acne è causata dall'impiego di alcuni farmaci (testosterone, vitamina B12, anabolizzanti) o di cosmetici contenenti oli minerali impuri. L'evento iniziale dell'acne è l'accumulo di sebo nei pori, dove solidifica. Quando i pori vengono ostruiti, possono essere soggetti a infezione batterica cui segue una reazione infiammatoria, variabile da soggetto a soggetto. In alcuni, il fenomeno è lieve e fugace, mentre in altri si protrae e si aggrava. Le diverse lesioni causate dall'acne possono evidenziare i diversi stadi di evoluzione della malattia, pur essendo spesso presenti contemporaneamente: dai comedoni (punti neri) a papule e pustole. Le forme più gravi lasciano sulla cute cicatrici più o meno profonde. Il decorso è discontinuo, con manifestazioni stagionali, spesso cicliche nella donna. Il trattamento dell'acne varia a seconda della modalità di presentazione, della gravità, dell'età e del sesso del paziente. Nei casi lievi ci si può limitare a prodotti per uso locale come lozioni o pomate, ma le forme più gravi richiedono la somministrazione, sotto controllo medico, di antibiotici per via orale, retinoidi o farmaci di tipo ormonale. Può essere utile un'alimentazione ricca di frutta fresca e acqua e povera di grassi. Vanno inoltre evitati alcuni comportamenti errati, per esempio lo schiacciare i ""brufoli"", pena la formazione di più gravi lesioni e minuscole cicatrici. L'esposizione al sole può essere di giovamento. L'acne crea spesso ansia e disagio nei giovani, ed è quindi importante valutarne quindi anche il risvolto psicologico.

Acolia

Mancata secrezione di bile da parte del fegato, segno di una grave sofferenza della cellula epatica. In caso di acolia le feci si presentano grigiastre e grasse perché, in assenza di bile, i lipidi alimentari non possono essere riassorbiti dal tubo digerente.

Acondroplasia

Malattia genetica che rappresenta la più comune causa di nanismo nell'uomo, a ereditarietà di tipo autosomico dominante. I pazienti sono bassi, presentano arti corti e un tronco sproporzionatamente lungo e tipiche caratteristiche facciali. Nel 75 per cento dei casi si osservano anche eccessive dimensioni dell'encefalo (megaloencefalia). Le più importanti complicazioni riguardano la compressione del cervello e del sistema respiratorio.

Acque termali

Tipologia di acqua minerale impiegata in varie forme (fanghi, bagni, inalazioni e così via) per la terapia di numerosi disturbi, per esempio dermatologici, ginecologici e dell'apparato respiratorio. La temperatura alla sorgente dell'acqua termale è di 30-40 °C.

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