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Reticolo endoplasmatico

Struttura cellulare membranosa presente all'interno del citoplasma che svolge diverse funzioni: trasporto e sintesi di polipeptidi, sintesi del glicogeno e filtro delle tossine provenienti dall'interno o dall'esterno. Presenta diverse cavità di piccole dimensioni e comunicanti tra loro, in modo da formare una sorta di reticolato circoscritto da una membrana a doppio strato. La presenza o assenza di ribosomi fissati a quest'ultima fa sì che il reticolo endoplasmatico venga detto rugoso o liscio.

Retina

Tessuto nervoso localizzato all'interno dell'occhio, tra il corpo vitreo e la coroide, deputato alla ricezione degli stimoli visivi. Su di essa convergono infatti le radiazioni luminose e le informazioni esterne che, grazie al nervo ottico, vengono inviate al cervello ed elaborate in immagini. La retina è una membrana sensibile alla luce, sottile nella parte anteriore e più spessa in quella posteriore il tratto più superficiale viene detto epitelio pigmentato e ricopre nove strati di tessuto nervoso, nell'ultimo dei quali si trovano i coni e i bastoncelli, ossia i recettori visivi. L'arteria e la vena retinica ne garantiscono la vascolarizzazione.

Retinite pigmentosa

Degenerazione progressiva della retina caratterizzata da alterazioni pigmentarie retiniche (dispersione e aggregazione del pigmento), riduzione del numero delle arteriole, atrofia ottica di grado variabile e riduzione del visus. La malattia inizia nell'infanzia e può essere ereditata in modo autosomico-dominante, autosomico-recessivo o anche legato al sesso. Il primo sintomo è spesso costituito da una riduzione della visione notturna e dell'adattamento al buio. Successivamente compare una perdita progressiva della visione periferica talvolta seguita da perdita della visione centrale. Una retinite pigmentosa può fare parte di diverse sindromi per cui è necessaria un'adeguata diagnosi differenziale.

Retinoblastoma

Neoplasia intraoculare maligna che si sviluppa prevalentemente nell'infanzia e può riguardare uno o entrambi gli occhi. L'età all'esordio è in media di 8 mesi per la forma monolaterale e di 26 mesi per quella bilaterale. Sono state individuate diverse anomalie genetiche associate al retinoblastoma situate sul cromosoma 13, più frequentemente per la forma bilaterale. Il primo segno è molto spesso rappresentato da una leucocoria, un riflesso pupillare bianco, e dallo strabismo (causato dal deficit visivo). In altri casi, i segni e sintomi di presentazione possono essere infiammazione oculare, emorragia intraoculare, glaucoma o eterocromia dell'iride. La terapia consiste nell'enucleazione dell'occhio e, nelle forme bilaterali, nell'enucleazione dell'occhio maggiormente compromesso con radioterapia per l'occhio controlaterale nel tentativo di mantenere almeno parzialmente l'espressione del viso (visus).

Retinopatia diabetica

Patologia della retina dovuta ad alterazioni della circolazione sanguigna locale in presenza di diabete mellito, del quale è una delle più frequenti e pericolose complicazioni croniche. La retinopatia si sviluppa nel corso degli anni, tuttavia il 20 per cento circa di pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 presenta già al momento della diagnosi alterazioni della circolazione retinica. Le lesioni iniziali non comportano deficit della vista e non vengono avvertite dal paziente sono evidenziabili all'esame del fondo dell'occhio e con maggior precisione alla fluorangiografia retinica (retinopatia in background). Quando le lesioni arrivano a interessare la macula (maculopatia), cioè la parte centrale della retina deputata alla visione distinta, l'acuità visiva può risultarne fortemente compromessa. La forma più pericolosa è però la retinopatia proliferante, più frequente nel diabete di tipo 1, che può causare emorragie del corpo vitreo e distacco di retina con cecità completa. Il paziente diabetico, sia di tipo 1 sia di tipo 2, deve essere sottoposto periodicamente a un controllo del fondo dell'occhio ed eventualmente a una fluorangiografia. In questo modo è possibile evidenziare per tempo le lesioni potenzialmente pericolose, che possono essere trattate con fotocoagulazione mediante raggio laser. Anche il compenso metabolico interviene sul rischio e sulla gravità della retinopatia, per cui è necessario puntare al miglior compenso possibile, in particolare nei soggetti più giovani."

Retrovirus

Virus a RNA in grado di sintetizzare una catena di DNA a partire dal proprio genoma grazie a un enzima denominato transcriptasi inversa. Una volta trasformato il proprio RNA in una doppia catena di DNA questa può inserirsi nel DNA della cellula e dare luogo alla replicazione virale. Appartiene ai retrovirus il virus HIV, associato all'AIDS.

Retto

Tratto finale dell'intestino crasso. è lungo circa 12 cm e termina nel canale anale. La zona superiore della parte esterna è rivestita dalla cosiddetta membrana sierosa, mentre la struttura interna si differenzia in diversi elementi. Nella parte superiore è presente l'ampolla rettale, dove si raccolgono le feci prima di essere evacuate quando il loro volume supera i 100 ml, si manifesta lo stimolo alla defecazione e avviene il rilassamento del muscolo sfintere interno, che circonda il tratto finale prima del canale anale.

Rettoscopia

Tecnica diagnostica impiegata per esaminare l'interno del retto. Attraverso l'ano viene inserita una sonda flessibile a fibre ottiche (oppure un cilindretto rigido) collegata a una fonte luminosa che consente di individuare eventuali patologie e, all'occorrenza, di eseguire piccoli interventi chirurgici.

Rettosigmoidite

Patologia di tipo infiammatorio che insorge a carico di sigma e retto. Può essere causata da infezioni di vario tipo o insorgere in conseguenza di una rettocolite ulcerosa, e può essere accompagnata da emorroidi e ragadi.

Rettosigmoidoscopia

Procedura diagnostica utilizzata per esaminare la parte interna del retto e del sigma, quando occorre verificare la presenza di patologie a carico di questo tratto dell'intestino. Prevede l'introduzione attraverso l'ano di un endoscopio collegato a una sorgente luminosa.

Rettotomia

Incisione chirurgica del retto per la rimozione di tumori e in genere per interventi sul retto. è denominata anche proctotomia.

Reumatismo

Termine che indica genericamente una patologia acuta o cronica caratterizzata da dolore e infiammazione a livello articolare. Tra le malattie reumatiche più frequenti vi sono per esempio l'artrosi, l'artrite reumatoide, e il reumatismo articolare acuto.

Reumatismo articolare acuto

Noto anche come febbre reumatica, è una malattia che colpisce prevalentemente ragazzi e adolescenti come conseguenza di un'infezione delle tonsille provocata da un batterio, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A. Non è però l'infezione in sé a provocare il reumatismo articolare acuto, ma l'alterata risposta immunitaria dell'organismo conseguente all'infezione. La malattia si manifesta con febbre e disturbi a livello delle articolazioni (polso, gomito, ginocchio e caviglia), che appaiono tumefatte e dolenti il vero rischio è però costituito dal fatto che l'infezione possa intaccare il cuore e causare danni anche gravi alle valvole cardiache (valvulopatie). In alcuni casi inoltre insorgono danni a livello neurologico. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici (penicilline o macrolidi), cortisonici e acido acetilsalicilico.

Reumatologia

Ramo della medicina che si occupa delle patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e, in particolare, di quelle che interessano il tessuto connettivo. Tale gruppo è estremamente ampio e viene suddiviso in diverse aree, per esempio le malattie del tessuto connettivo e quelle autoimmuni (lupus eritematoso sistemico, sclerodermia) artriti e spondiliti artrosi e reumatismi extra-articolari.

Reumatologo

Specialista in reumatologia, che si occupa quindi della diagnosi e della cura delle patologie reumatiche.

Riabilitazione

Insieme di tecniche terapeutiche utilizzate per sviluppare capacità non possedute in precedenza (handicap acquisiti, difetti congeniti) o per ripristinare una normale funzionalità dopo la compromissione di una determinata funzione. La branca della medicina che si occupa di riabilitazione è detta medicina fisica e della riabilitazione.

Rianimazione

Intervento terapeutico volto a ripristinare o mantenere le funzioni vitali in un organismo in condizioni critiche. Consiste nella normalizzazione dell'ossigenazione, della funzionalità cardiaca e della pressione arteriosa. Si parla di rianimazione cardiopolmonare quando l'obiettivo è il recupero della funzione cardiaca e respiratoria. Questo tipo di rianimazione è necessario nell'arresto cardiaco, dove viene eseguito il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale se l'arresto cardiaco è dovuto a fibrillazione ventricolare è necessaria anche la cardioversione elettrica.

Riassorbimento dentale

Disturbo caratterizzato dalla progressiva scomparsa del tessuto dentale o parodontale, che causa la caduta del dente. Quando sono ancora presenti i denti primitivi può essere un fenomeno correlato al fisiologico rimodellamento dell'osso in caso contrario si tratta di una patologia conseguente a infiammazioni o infezioni del tessuto. Il trattamento prevede interventi locali di tipo chirurgico e, se necessario, l'applicazione di protesi.

Riboflavina

Detta anche vitamina B2, è una vitamina del complesso B molto diffusa in natura che agisce da catalizzatore in alcune reazioni metaboliche e interviene nei meccanismi che regolano la crescita dell'organismo. è presente nel lievito, nei latticini, nel germe di grano e nel fegato un uomo adulto necessita di 1,4 mg al giorno di riboflavina, la donna di 1,2 mg. Situazioni di carenza possono verificarsi a causa di una dieta non equilibrata e si manifestano nel quadro di un deficit vitaminico più generale alcuni indicatori possono essere infiammazione delle labbra (cheilite), dermatite seborroica e cataratta.

Ribosoma

Organello cellulare costituito da RNA e proteine, presente nel citoplasma oppure sulla membrana del reticolo endoplasmatico. è fondamentale nel processo di sintesi delle proteine in particolare, i ribosomi del reticolo si occupano di quelle destinate alla secrezione, mentre quelli del citoplasma producono le proteine necessarie per il corretto funzionamento della cellula stessa.

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