Moli-Sani

Il Progetto "Moli-Sani", sostenuto da Fondazione Pfizer, è stato avviato nel 2005 in Molise, la Regione con la più alta concentrazione di ultranovantenni d'Italia, che presenta la percentuale più alta in Europa di abitanti geneticamente isolati, in quanto zona defilata rispetto alle rotte dell'immigrazione.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, e sebbene l’Italia sia globalmente favorita rispetto ai Paesi del Nord Europa – rispetto al nostro Paese in Finlandia e nel Regno Unito la mortalità per infarto e altre malattie cardiovascolari è circa quattro volte superiore – un più efficace controllo dei fattori di rischio rimane ancora oggi l'obiettivo fondamentale della prevenzione cardiovascolare.

Tuttavia, i dati fino a ora disponibili in questo ambito non sono sufficienti, specie per quanto concerne il Centro-Sud della penisola, alla luce delle recenti possibilità farmacologiche del controllo dei fattori di rischio.

Al fine di colmare questo vuoto, il Progetto Moli-sani si propone di stabilire un osservatorio permanente sulla salute dei residenti nella Regione, e, quindi, di individuare gli elementi protettivi e negativi che possono influire sulla comparsa di patologie cardiovascolari, compresa ovviamente la predisposizione genetica.

Le ragioni del progetto:

  • La maggioranza dei trial mirati a valutare i diversi fattori di rischio e il loro "peso" sono stati condotti negli Stati Uniti o nei Paesi del Nord Europa, con caratteristiche di popolazione e di alimentazione diversi rispetto alla realtà italiana.
  • Nell'ambito dei grandi trial l'Italia ha partecipato solo ad alcune indagini epidemiologiche, ma sono state soprattutto le Regioni del Nord a offrire informazioni scientifiche.
  • Esistono profonde differenze nei comportamenti a rischio, in particolare per alimentazione e abitudine al fumo di sigaretta, tra Nord e Sud dell'Europa e tra settentrione e meridione italiano. Queste diversità possono avere pesanti ripercussioni pratiche sui potenziali trattamenti preventivi farmacologici e non in grado di influire positivamente sui fattori di rischio cardiovascolari.
  • Non ci sono informazioni sulla popolazione generale riguardo ai fattori di rischio emergenti, come ad esempio l'infiammazione, né su elementi potenzialmente protettivi, come sul ruolo degli antiossidanti alimentari nella prevenzione cardiovascolare e oncologica.
  • La Regione presenta caratteristiche geografiche e di popolazione che la rendono ideale per osservazioni epidemiologiche. Si tratta di un'area geograficamente "ridotta" con soli 330.000 abitanti e, pur essendo collocata in una sorta di "crocevia" tra il Nord e il Sud, mantiene caratteristiche ambientali tipiche del meridione e presenta una spiccata omogeneità genetica.
  • La popolazione del Molise nel passato è stata al centro di una forte emigrazione verso aree più ricche del Nord del continente e della penisola, mentre non ha riscontrato fenomeni di immigrazione. Ciò porta a una peculiare condizione genetica, che appare di grande interesse scientifico nel momento in cui si vuole valutare l'impatto dei geni e dell'ambiente nel determinare le patologie cardiovascolari.
  • Il Molise appare un'area ideale per la ricerca anche per la relativa "semplicità" organizzativa delle strutture sanitarie. Comprende, infatti, 4 aziende sanitarie locali con 9 presidi ospedalieri accreditati e vi operano circa 230 medici di medicina generale.